In una improvvisata conferenza sociale fatta direttamente sul suo profilo e mandata in diretta con il suo smartphone, questa volta da cittadino comune e non più da amministratore pubblico, l’ex Assessore Stefano Coletta ha sviscerato tutta la sua amarezza sulla sua esclusione dalla Giunta comunale che, a suo dire, ha appreso al suo risveglio dal nostro giornale e ce ne dispiace. Nei quasi cinquantotto minuti di  monologo davanti a una ventina di persone all’interno di un bar di periferia, ha cercato di analizzare quanto accaduto nell’ultimo mese, ma lo ha fatto da un punto di vista personale, senza interlocutori, portandosi insieme i soliti amici di Facebook. Ad un certo punto è sembrato si stesse parlando di un’altra storia. Eravamo rimasti al fatto che il 27 Aprile si era dimesso, mentre il tema dell’incontro era che lo avrebbero fatto fuori. Il suo umore cambiava repentinamente, dalla felicità che si era dimesso e non si era pentito, alla delusione e rabbia che gli avrebbero promesso che lo avrebbero richiamato. Sarebbe stato disposto a soprassedere alle richieste riguardo alcuni dirigenti, gli sarebbe bastata una promessa. Avrebbe rinunciato, anche se a malincuore, alla carica di vicesindaco, anche se gli era stata attribuita a ‘suffragio universale’.  Poi, man mano è andato avanti è emerso il suo solito atteggiamento, pronunciando situazioni populistiche più volte sbandieriate, come quando entrava nei cassonetti ecc. ecc. ecc. Ancora una volta sbatteva in faccia al Sindaco che i suoi voti gli avevano permesso di governare, piuttosto che il Consiglio Comunale che, a suo dire, il primo cittadino attribuiva più importanza a piuttosto che a lui. Coletta dimostrava qualche lacuna in matematica che, probabilmente non deve essere stato il suo forte, altrimenti saprebbe che i suoi voti sono stati determinanti alla vittoria di Ancona esattamente quanto i 33 di Alberto Chirulli, candidato al Consiglio Comunale del PD. E’ stato proprio per i voti di Chirulli che il Sindaco è riuscito ad andare al ballottaggio e Coletta poter esercitare il suo ruolo di Vicesindaco ed Assessore. Ma il giovane ex arbitro di calcio è molto bravo a cambiare lo stato delle cose, come sull’aumento dell’Ecotassa che non lui, ma solo l’obbligo dell’introduzione della differenziata ha potuto evitare e la raccolta al 60% è dovuta solo al merito dei cittadini che stanno riuscendo a farla con molte difficoltà dovute all’introduzione di un regolamento scellerato e non certamente merito suo. Con Coletta si chiude un ciclo a Martina Franca, almeno per il momento, ma sicuramente come ha più volte ha detto, la sua ambizione continuerà a dirigerlo verso  altre competizioni elettorali, non importa quali: europee, regionali, parlamento (se cade il Governo) o tra quattro anni alle amministrative, perché, sia chiaro, dovrà essere lui a fare il sindaco. Di certo si chiude uno dei più brutti periodi riguardo la raccolta differenziata, lo sport, l’ambiente e non solo. Il naturale aumento del Turismo ha coinvolto tutta la Puglia e non solo Martina Franca che, per la verità, è al di sotto della media regionale, ma per Coletta è lui l’artefice di tutto. Rimane una frase emblematica detta in conferenza Facebook: “Il Sindaco non è mai venuto una volta dal suo vicesindaco a dire Stefano, sto facendo questo, stiamo facendo questo, che ne pensi?”. I ruoli dovevano essere capovolti. Piaccia o no, il Consiglio Comunale rimane l’organo universale di una città, indipendentemente da chi abbia vinto. Forse l’ex Assessore lo ha dimenticato. Eppure, continuerà a Governare. Gli eventi programmati sono stati voluti da lui con una ripartizione di soldi pubblici che lascia molto perplessi e concentrati su pochissime persone o società. Chi vivrà, vedrà!
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