Antonio Rubino direttore del Gruppo Puglia Press ed esperto di social e mobile marketing

Doveva essere un virus a far emergere le grosse problematiche della sanità pugliese.

Reparti appena ristrutturati chiusi e chi dovrebbe controllare ha precedenti penali, senza un concorso pubblico alle spalle. L’inchiesta delle Iene sugli ospedali da in Puglia ha mostrato, qualche mese fa, l’Ospedale Saccone di Terlizzi, la città di Niki Vendola che, nonostante la ristrutturazione da 13 milioni di euro, chiuderà entro la fine del 2020. In un servizio fatto da Mario Giordano, nella trasmissione Fuori dal Coro di questa settimana, sono stati trovati ben 20 respiratori per le sale di rianimazione. Erano nuovi ma abbandonati. E a dire che a Milano ne restano solo 6 per fronteggiare la grave situazione legata al virus. Nel servizio delle Iene un medico primario dell’Asl di Bari disse: “C’è stato un business estremo sull’edilizia ospedaliera”. Ci sono ospedali con strutture e apparecchiature nuove, ma nessuno li usa. “La politica era di costruire ospedali, poi si vede a che cosa servono”. In corsia il personale parla di reparti aperti per un solo paziente. Sale con la vasca per il parto in acqua, stanze e apparecchiature nuove. Qui lo spreco anche medici che lavorano poco o niente “Perché sottratti dove invece servirebbero”. Ora la domanda nasce spontanea: che fine fanno gli ospedali pugliesi che vengono dismessi in un’ottica di ottimizzazione? “Dovranno essere riconvertiti in presidi di assistenza per il territorio. Ciò che prima era un ospedale, ora è una struttura fatiscente che fa paura al poco personale in servizio. Ex ospedale di Toritto con una piscina per riabilitazione ora dismessa, nonostante sia costata 300mila euro. Come questa ce n’è un’altra ad Alberobello e un’altra ancora a Bari. Invece l’ex Santa Maria degli Angeli di Putignano è stato declassato. Oggi si presenta con stanze vuote e attrezzature abbandonate. Quanti bambini sono nati proprio in quell’ospedale pediatrico.

 “Questo è stato declassato in virtù della costruzione di un ospedale a Monopoli”. Già Monopoli, dove l’Ospedale che sarà ultimato tra 500 giorni vedrà la chiusura o ‘ridimensionamento’ di tanti altri, come quello di Martina Franca. Che senso ha investire in nuove strutture, per poi dismettere quelle da poco ristrutturate? Nel servizio delle Iene si ipotizzano concorsi farlocchi o assunzioni dirette per necessità ed urgenza che in Puglia che diventano stabili. Concorsi che vengono istituiti a ridosso di elezioni regionali. Alla fine del servizio, il Governatore Emiliano si assurge a vittima all’intervistatore: “Noi abbiamo dovuto chiudere e in più vieni a massacrarci. Lo fai perché siamo terroni?”. No Governatore, siamo noi, non precisamente terroni, ma quella accezione popolare di una parte anatomica maschile la cui parola finisce nello stesso modo.

Subito dopo le elezioni regionali, si continueranno a chiudere ospedali o verranno ‘ridimensionati’. Fa ancora più effetto se sarà definito “Riordino”. Cosa significa? Perché non chiamarli con il vero nome? Il Governatore ha pensato bene in questi anni di mantenere a sé la Delega alla Sanità. Aveva tanto tempo libero a disposizione. E’ questa la vera ragione. Ma, attenzione, non è l’unico responsabile di un disastro che ha visto tanti medici eccellenti andare via dalla Puglia. Sì, perché il braccio di ferro, i politicanti non lo fanno con la popolazione che annuisce supina ad ogni decisione, pur di avere un paio di mesi prima delle elezioni uno sconto sul ticket, ma con i medici bravi, quelli che salvano le vite.

Sia chiaro, il disastro non è iniziato con Emiliano, ma con Fitto. Tra loro due Vendola che non è stato da meno dei suoi competitor. La cosa paradossale è che, due di questi, si disputeranno i prossimi cinque anni al governo di una regione nella quale ci sono saranno due sole alternative: farsi curare altrove o morire.

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