E’ iniziato l’anno nuovo, quello nel quale ognuno di noi ha riposto le proprie aspettative. Sogni, illusioni, ma il risveglio purtroppo ce l’ha dato il Governo, sia quello nazionale, sia quello di questa città. All’inizio dell’anno, ad ognuno di noi, hanno regalato aumenti: luce, gas, assicurazioni, autostrade, conti correnti ecc. ecc. ecc., fino a quelli delle buste cosiddette ecologiche. In pratica quelle che servono a far rompere le uova o come è capitato a me, il barattolo della nutella, perché si aprono come il burro caldo. Anche per la frutta vanno pagate le buste, così come le medicine. Questa è la più grande bufala del mondo. Intanto devo precisare che lo smaltimento della plastica è il più grave problema ecologico del mondo e bisogna tutti quanti mettere un freno al consumo, ma questa legge nasconde ben altro. Ci sono due aspetti importanti: il primo riguarda i commercianti, alcuni dei quali hanno subito preso la palla al balzo, in quanto, per loro, la vendita del sacchettino ecologico fa reddito. Su quell’importo obbligatorio (pena la multa salata) il commerciante guadagna il  rispetto al costo. Allo Stato praticamente non va nulla se non le normali tasse se fa reddito e se c’è anche la propria pubblicità si guadagna due volte. E se per una famiglia il costo delle buste dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 euro all’anno, provate a moltiplicare gli utili su tutti i clienti dei centri commerciali e non solo. Una boiata pazzesca. Praticamente, oggi, anche le attività che non hanno sulla loro iscrizione alla Camera di Commercio la vendita delle buste, glie l’ha messa d’ufficio il Governo Italiano. Un favore sembra essere stato fatto a chi le produce. E se uno dei maggiori produttori italiani sta in Toscana e ti ha aperto i convegni di partito alla Leopolda e proprio da quella azienda hai iniziato il tuo tour elettorale, qualche dubbio ti viene. Io dico, va bene, se l’intento è nobile, per obbligare la gente a prendere consapevolezza del problema, ma consenti a tutti di poter portare la borsa da casa, magari quella a rete che si usava una volta. Fortunatamente i commercianti non sono tutti uguali. Ci sono quelli che oggi ti incartano il prodotto come si usava una volta nella carta, spesso usata per il pane o nel sacchetto similare, rispetto a quelli che hanno capito l’affare e ti vendono la busta a caro prezzo (10 centesimi). Poi la legge fa acqua. Ti fanno pagare la busta e poi la plastica ed il polistirolo te lo danno con le ali di pollo, l’insalata ecc. C’è qualcosa che non quadra. Mi chiedo, chi paga le confezioni di plastica che avvolgono spesso le compresse, le supposte ecc.? E se quelle sono incluse nel prezzo, perché non lo sono le buste? E’ puro business dicono gli americani. Ma non preoccupatevi, sotto la parola ‘differenziata’ saranno nascoste altre stangate. E chi a Martina Franca si aspetta la restituzione della quarta rata della TARI, avrà la sorpresa di vedersi aumentata quella di quest’anno. La colpa l’Assessore la darà sempre a te o la getterà su quelli che non fanno bene la differenziata. Quando tutti la faranno bene e si aspetteranno la diminuzione, la daranno ad un altro, ma basta prendere tempo ed una scusa si troverà sempre. Non c’è da essere allegri. Chi l’ha detto? Cantate. Quest’anno c’è la fortuna di avere un martinese a Sanremo. Cantare mette di buon umore, meglio che drogarsi per sopportare la vita. Poi ci saranno le …elezioni. Serviranno a distrarci dai problemi, così come la fine del campionato di calcio. Ti danno la malattia ma anche la medicina, anche se è un palliativo. Buon inizio a tutti ed attenti a non rompere…le buste

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