Venerdì 19 settembre alle ore 19.00 l’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi ospiterà “Giovanni Dotoli – Une poésie de concert”. Protagonisti della serata saranno: Étienne Champollion (piano, fisarmonica, chitarra, composizioni), Damien Roquetty (tenore e voce recitante), Océane Champollion (soprano) assieme al Prof. Giovanni Dotoli, autore dei testi.

Giovanni Dotoli e Étienne Champollion si sono incontrati pochi anni fa, durante una manifestazione poetica a Parigi. È subito nata una consonanza estetica, poetica e musicale, che ha portato a una felice collaborazione. Étienne Champollion ha musicato diverse poesie di Dotoli, in una visione di totale vicinanza sul senso e sulla musica del segno. Insieme hanno realizzato diversi concerti a Parigi, Cagliari, e a Concèze al Festival Découvrir, incentrati sulle parole del poeta italiano e sulla musica del compositore francese. Prossimamente daranno lo stesso concerto in Polonia, a Stettino. Étienne Champollion sta musicando testi di Dotoli tratti dai sui libri Chansons de Paris. Passages e Chansons de Montmartre. Le melodie di Étienne Champollion sono il risultato di tre cicli di melodie composte a partire dall’autunno 2012. Esse alternano diversi tipi di scrittura, che conciliano la canzone popolare e la grande tradizione della melodia francese. Sulla scia di Erik Satie e Francis Poulenc, egli invita il poeta Giovanni Dotoli a esprimersi per grandi linee vocali, senza effetti di artifici, vedendo testo e musica sullo stesso piano. L’accompagnamento musicale alterna pianoforte, fisarmonica e chitarra, strumenti suonati dallo stesso compositore, a riprova del suo attaccamento al felice incrocio di culture e linguaggi. I componimenti per pianoforte solo che accompagnano i testi di Dotoli fanno riferimento a Debussy e a Prokopieff, adattati al XXI secolo. Questi componimenti vanno considerati come piccoli poemi in miniatura, alla maniera dei Kinderscene di Robert Schumann. Étienne Champollion fa anche ricorso all’improvvisazione, accompagnando la lettura dei poemi di Giovanni Dotoli, in uno stato di continua creatività, che permette allo spettatore-ascoltatore di meglio percepire i diversi colori delle parole del poeta che ispirano il compositore.

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