Le categorie professionali tecniche di Architetti e Geometri del Comune di Martina Franca , alla presenza dell’Associazione Geometri Martinesi, di alcune categorie imprenditoriali e artigianali, si sono riuniti in assemblea, alla presenza dei propri rappresentanti di categoria, per redigere un documento dopo le segnalazioni giunte agli Ordini Professionali inerenti a problematiche relative alle attività lavorative dei tecnici presso gli uffici comunali preposti, in particolare allo Sportello Unico per l’Edilizia; al settore lavori pubblici – Ufficio paesaggio; al S.U.A.P. – Sportello Unico per le Attività Produttive.

A seguito dell’istituzione del portale informatico per l’invio delle sole C.I.L.A., sarebbero emerse criticità e incongruenze: La modulistica utilizzata presente sul sito comunale è difforme da quella nazionale, in quanto è richiesta obbligatoriamente una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, comprovante la legittimità urbanistica dell’immobile; l’obbligo di inserimento di documentazione riguardante l’inquadramento catastale, quello urbanistico ed aerofotogrammetrico (dati e documenti già in possesso

dell’Amministrazione, che potrebbero essere facilmente superati mediante l’inserimento in mappa della posizione); obbligo di inserimento dei grafici relativi allo stato di fatto e quelli di progetto (a volte non vi è variazione dello stato di fatto); all’invio della CILA corrisponde il ricevimento di una mail dell’avvenuto protocollo e la creazione del fascicolo edilizio, tale fascicolo non presenta la possibilità di visione da parte dell’utente dell’assegnazione al tecnico istruttore e/o dello status della pratica; impossibilità da parte del compilante di cestinare il documento in “bozza” in caso di rinuncia; il portale, nonostante i miglioramenti dal suo avvio procedurale, risulta lento e molto macchinoso nella compilazione e nel caricamento dei files. Mancato rispetto dei tempi previsti dalla Legge 241/90, dalla apertura del procedimento con la comunicazione del responsabile, alla conclusione dello stesso, alla mancata eventuale richiesta di conferenza dei servizi, alle richieste di pareri facoltativi ed obbligatori, al mancato ricorso del silenzio assenso tra Enti; Utilizzo da parte del S.U.E. di documentazioni fotografiche aeree, relative ad epoche diverse, per la verifica della veridicità dei dati inseriti, che non è di pubblica e libera visione e consultazione sul portale istituzionale del Comune, al fine di evitare code e lunghi tempi di attesa presso l’Ufficio del SUE; Per la definizione di molte sanatorie, aventi per oggetto immobili realizzati tra il 1950 ed il 1985, sono state, negli ultimi anni, effettuate istruttorie discrezionali e non puntuali.

Entrando nello specifico: in merito agli aumenti di volume), negli ultimi mesi vi è l’applicazione retroattiva della Legge Regionale 26/85, non utilizzata in altri casi, la quale è molto restrittiva, in quanto fissa dei parametri difficilmente rilevabili da parte dei tecnici. Inoltre per quanto concerne la conclusione della fiscalizzazione (art. 34), si è passati negli anni dal rilascio di un provvedimento espresso in bollo, ad una mera comunicazione di conclusione del procedimento presente nell’ultima, eventuale, richiesta di documentazione integrativa; Pratiche dei Condoni Edilizi, in fase di stallo da anni, ancora da completare ed in molti casi da istruire, si contano circa 2000 pratiche di condono, pertanto sarebbe opportuno l’istituzione di un ufficio dedicato; Difficoltà per gli accessi agli atti in archivio, in quanto non vi è possibilità di prenotazione e l’addetto amministrativo è ridotto ad una sola unità; Notevole ritardo nelle istruttorie delle pratiche da parte dell’Ufficio SUAP, in quanto notevolmente sottodimensionato per la mole di lavoro a cui è soggetto, anche se sempre disponibile al confronto front-office; Errata applicazione della semplificazione paesaggistica  nello specifico mancata esenzione del parere della  Commissione Paesaggistica degli ampliamenti nel 20% della superficie esistente; Pareri discordanti e non di competenza rilevati nelle istruttorie tra l’Ufficio Paesaggio e la Commissione Paesaggio; Richieste della Commissione Paesaggio di documenti già presenti nel fascicolo e/o richieste d’integrazioni come ad esempio relazioni geologiche, pareri che nulla hanno a che vedere con il tipo di valutazione specifica e che sono di richiesta esclusiva del SUE; Richieste di variazioni progettuali discrezionali, oltre quanto previsto dal P.P.T.R., ed il perseguimento di una visione “ridotta” del paesaggio. In caso di parere negativo, lo stesso deve essere motivato indicando la violazione della norma o delle linee guida del Piano; Mancata pubblicazione del Regolamento della Commissione locale del Paesaggio; Assenza all’interno della Commissione Paesaggistica della figura professionale e competente dell’Architetto; Mancanza di un Assessore all’Urbanistica, esperto del settore, che sia costantemente presente nell’Ufficio nei giorni previsti di ricevimento dei tecnici e dei cittadini. La presenza dell’Assessore, inoltre, garantirebbe un controllo costante delle pratiche evase e, quindi, una corretta lettura sulla “qualità” ed i “numeri” delle pratiche. Le categorie professionali evidenziano inoltre: A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento Edilizio Tipo (RET) è necessario adeguare il Regolamento Edilizio Comunale attuale, già in linea con quanto previsto nel RET e migliorabile sulla scorta della esperienza fatta dagli uffici preposti ed i tecnici operanti sul territorio; Gli ordini professionali sono disponibili ad incontrare e collaborare con gli uffici comunali preposti, per poter confrontarsi su quanto previsto. Attendono risposte in merito attraverso incontri specifici per ogni argomento in una seduta monotematica di Consiglio Comunale.

 

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