Oggi ricorrono i 152 anni dell’unità d’Italia. Veniva proclamato il regno, a Torino. Certo, mancavano ancora Roma e varie importanti zone del nord est, ad esempio. Comunque era l’Italia unita.

Manifestazioni, sia pure non eclatanti, sono previste in ogni angolo d’Italia. Anche a Martina Franca la ricorrenza è ribadita e questo nel solco delle celebrazioni di due anni fa, quando venne festeggiato il secolo e mezzo di unità d’Italia con manifestazioni molto importanti, anche nella nostra cittadina. Un intero Paese si mobilitò e fu una grande, indimenticabile, giornata (nella foto, le celebrazioni del 17 marzo 2011 al teatro Verdi).

Di seguito un intervento della docente Maria Cristina De Vita in tema di unità d’Italia:

L’italianità e l’orgoglio nazionale trova vera espressione nella ricorrenza della “Giornata dell’Anniversario dell’Unità d’Italia”.

Essa, nasce come festività civile – ai sensi dell’art. 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260, da celebrarsi il 17 marzo di ogni anno.

A sua volta, ricorda la promulgazione della legge n. 467, ne1la quale il 17 marzo 1861, Vittorio Emanuele II, proclamò la nascita del Regno d’Italia, punto di “arrivo nel percorso dell’unificazione nazionale e dall’altra, “partenza” di un percorso, che ha portato al completamento dell’unificazione della penisola italiana.

Certo è, che attualmente con i tempi che stanno correndo nella politica e nella economia, è difficile pensare a questa celebrazione con animo sereno, ma non bisogna dimenticare, il sacrificio di tanti uomini che hanno creduto vivamente a formare “un Paese” che potesse garantire un senso di appartenenza a tutti noi italiani.

Un Paese, orgoglioso del contributo di fascino, bellezza e sapere , dei suoi artisti, scienziati e uomini veri che hanno saputo dare nel tempo lustro di sé all’umanità intera.

Un Paese, l’Italia, dai mille paesaggi e dialetti, un Paese dai diversi  prodotti, ma che mantiene la vocazione universale della “classicità”, della “cristianità”, dei “Cesari”, dei “Papi”, e del “Rinascimento”, con cui insegnò al mondo!

Questa ricorrenza così, ci permette di rilanciare allora a pieno titolo, la valorizzazione del nostro Risorgimento con i suoi valori fondamentali come: il senso dell’identità nazionale, l’orgoglio della nostra bandiera, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità e ancora l’inno nazionale scritto da Mameli; ben spiegato nella indimenticabile interpretazione di Benigni in TV di qualche anno fa.

Perciò, è giusto ricordare, tutti insieme la stessa idea d’Italia,
come la “Giornata della Memoria”, o il “Giorno del Ricordo” o la “Giornata del Tricolore”, tutte celebrazioni che hanno un loro posto nel calendario e che vengono puntualmente ricordate e venerate.

Raccontiamo dunque la storia ai nostri alunni, ai nostri ragazzi, ai nostri figli. Ritroviamo quel frammento di memoria nazionale che ognuno custodisce in sé, senza badare alle “incertezze” che pure ci portiamo dietro di questa crisi.   Guardiamo allora con fiducia a un futuro che forse potrebbe essere meno avaro e meno incerto, come ammoniva Giacomo Leopardi: «Commemorare le nostre glorie passate, è stimolo alla virtù, ma mentire e fingere le presenti è conforto all’ignavia e argomento di rimanersi contenti in questa vilissima condizione».

Maria Cristina De Vita

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