A un contribuente è arrivata, oggi, una comunicazione in posta elettronica certificata. Mittente, la Soget. Così come a quel contribuente (destinatario, peraltro, per due volte dello stesso documento, entrambe oggi) è accaduto a tanti altri cittadini martinesi. A tutti, nel volgere di breve tempo: online o in versione cartacea, c’è da supporre.

La Soget chiede, con un documento datato 24 agosto 2012 (non è un errore: è proprio il 24 agosto dell’anno scorso) dati e coordinate catastali relativi agli immobili posseduti; planimetria catastale dei locali; perizie tecniche relative allo stato dei luoghi; altre notizie su occupanti e proprietari dei locali. In caso di diniego da parte del contribuente, fa chiaramente capire la Soget, ci sono sanzioni, da 25,82 euro a 258 euro.

Questo perché la Soget, concessionaria autodichiaratasi del servizio di verifica delle superfici e di tutte le attività propedeutiche e conseguenti di supporto all’attività di accertamento della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, dice di avere titolo a compere l’operazione.

Ma quel contribuente dice: l’attività di accertamento è di competenza esclusiva del funzionario del Comune e qualsiasi atto di accertamento non può che essere sottoscritto e inviato dal Comune. Quindi, la domanda che si sentirebbe di porre quel contribuente alla Soget è: chi sei?

Un anno fa, appunto ad agosto 2012 (da cui la lettera di nuovo inviata ai contribuenti) la Soget fece la stessa cosa. Ci fu una levata di scudi anche da palazzo ducale, ma in realtà ad originare tutto fu l’azione svolta dal notiziario online al quale chi scrive faceva capo lo scorso anno, e la Soget fu costretta a fare marcia indietro.

Agostino Quero

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