Di seguito un intervento di Aldo Leggieri, consigliere comunale, presidente della commissione consiliare Cultura:

Le scuole sono palestre di libertà. All’alba del terzo millennio la società italiana non ha luogo più importante della scuola come terreno di sfida educativa per il futuro. Dove, per dirla con Calamandrei, i sudditi si trasformano in cittadini. Ma le scuole sono anche dei luoghi da abitare. E se non c’è cura per mantenere vivi e intatti questi luoghi, ci saranno solo rovine. Problema principe: l’edilizia scolastica.

Le strutture edilizie costituiscono elemento fondamentale e integrante del sistema scolastico. Obiettivo della presente legge è assicurare a tali strutture uno sviluppo qualitativo e una collocazione sul territorio adeguati alla costante evoluzione delle dinamiche formative, culturali, economiche e sociali”.

Questo è quanto viene espresso nell’articolo 1 della legge n. 23 a proposito dell’edilizia scolastica italiana, una norma che venne approvata nel 1996.

Non è questa la sede ora per affrontare un’analisi critica sulle politiche almeno degli ultimi vent’anni in Italia e in Puglia in riferimento agli interventi che hanno riguardato le scuole delle nostre città. Ci saranno tempi e momenti di studio e approfondimento nei prossimi convegni che organizzeremo nelle sedi istituzionali e associative. Da noi, a Martina, questo problema, a detta degli assessorati, degli uffici competenti, dei dirigenti scolastici, delle organizzazioni di categoria, dei docenti, delle famiglie, rimane impellente e atavico.

Ma oggi abbiamo un’opportunità. Che viste le ristrettezze dei bilanci comunali, della impraticabilità di avviare con linearità e chiarezza la redazione del bilancio di previsione anno 2013 (e siamo alle porte di settembre), considerando le politiche finte federaliste nazionali che lasciano agli Enti Locali l’onere di esigere denaro dai contribuenti senza una grande autonomia impositiva e di programmazione, rappresenta senza dubbio una chance, che è da cogliere. In fretta, in modo efficace.

Mi riferisco alla legge di conversione del c.d. “Decreto del fare” (legge n.98/2013 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.194 del 20 di questo mese) che prevede all’art. 18 misure specifiche, significative, in materia di edilizia scolastica. In pratica vengono stanziati, a livello nazionale, 150 milioni di euro, che verranno assegnati dal ministero per l’Istruzione, l’Università e della Ricerca, con un decreto ad hoc entro il 30 ottobre. Sulla base di una graduatoria che naturalmente anche la regione Puglia redigerà entro il 15 ottobre, relativamente alle richieste che giungeranno dagli Enti Locali.

Quindi, ci siamo anche noi. Il Comune di Martina Franca. Abbiamo lo strumento per ottenere dei finanziamenti utili per l’ammissione di progetti (come dice la legge “già esecutivi, immediatamente cantierabili e relativi ad interventi di messa in sicurezza, adeguamento a norma, ristrutturazione e manutenzione straordinaria) di intervento per le scuole della nostra città. E sappiamo bene che ce ne sarebbero di lavori di recupero e salvaguardia da eseguire agli edifici.

Dobbiamo anche noi essere della partita. Nelle graduatorie che la regione Puglia stilerà, che approverà e che poi trasmetterà al ministero.

Se guardiamo ai mesi scorsi, dopo riunioni significative presso i tavoli tecnici con le scuole, dopo alcune delibere strategiche di giunta che hanno tracciato la strada, dopo i dibattiti pubblici nei consigli comunali, dopo il lavoro immane a cui è stato sottoposto il personale comunale, è tempo che gli uffici competenti degli assessorati ai Lavori Pubblici e al Diritto allo Studio si attrezzino per preparare, come si suol dire, le carte da inviare a Bari. C’è carenza di personale? Il dirigente del settore faccia d’urgenza un ordine di servizio di allocazione aggiuntiva di risorse umane presso tali uffici. Dobbiamo saper cogliere questa opportunità. Non abbiamo molto tempo.

Tabella di marcia: entro un mese trasmissione dei progetti a Bari, anche telematicamente, presso l’anagrafe regionale e/o la posta elettronica certificata. Entro il 15 ottobre poi la pubblicazione delle graduatorie. Di tutte le province e i comuni pugliesi. Dobbiamo esserci anche noi. Poi il decreto del MIUR che entro il 30 ottobre assegnerà i fondi. Ricordando che gli interventi ammessi a finanziamento dovranno essere avviati, pena revoca dello stesso, entro il 28 febbraio 2014.

Fuori e dentro il palazzo indirizzeremo vigileremo anche su questo versante.

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