L'Ospedale della... Valle d'Itria (?)

L’editoriale del Settimanale Puglia Press che dice quello che altri non hanno osato fare

Ospedale di Martina Franca, impropriamente denominato della Valle d’Itria, ridimensionato a Ospedale di base. La storia si ripete. Ancora una volta la città paga una inconsistenza politica rappresentativa e le beghe all’interno del PD provinciale. Si pensava questo appartenesse al vecchio Centro Destra, quando, nonostante un nutrito gruppo di parlamentari ed assessori regionali locali, si finiva per favorire le minoranze della stessa coalizione. Invece di Martina Franca crescevano Castellaneta, Ginosa, Laterza.  Allora la facevano da padrone i Brizio e Lospinuso. Brizio padre era il direttore generale dell’allora AUSL di Taranto quando si decise di costruire un nuovo ospedale a Castellaneta, scelta che allora fu molto criticata. Il figlio Simone era il coordinatore provinciale di Forza Italia.  Giuseppe Brizio fu determinante alla costruzione del nuovo ospedale. Tutto questo nonostante si abbatté su padre e figlio (e non solo su di loro) la scure della Magistratura con condanne legate proprio alle truffe sanitarie. Perché siamo andati indietro nel tempo? Perché la nascita dell’Ospedale di Castellaneta ha frenato la crescita di quello di Martina Franca. L’ospedale della Valle d’Itria (si sarebbe dovuto chiamare Alfonso Motolese e sarebbe stato più opportuno) non ha saputo sfruttare nemmeno il momento critico del nosocomio della città di Valentino, quando finì sulle cronache internazionali per la vicenda dell’UTIC.  Morirono otto pazienti per presunta negligenza ed il processo ancora in corso con rischio prescrizione, riguarda quattordici richieste di condanna. Martina Franca, nonostante Vendola fosse diventato il nuovo Governatore e Pentassuglia Consigliere Regionale perse proprio in quel periodo il treno. Poteva essere finalmente attivata l’UTIC, con tutte le attrezzature acquistate e pronte ad entrare in funzione nel reparto cardiologia. Invece no. Furono praticamente rottamate perché non fu esplicato il concorso per l’assunzione di medici che avrebbero garantito l’H24. Quella vicenda smobilitò di fatto l’ospedale di Castellaneta che perse non solo in immagine, ma anche concretamente in termini di ricoveri presso la sua struttura. Molti medici furono mandati in mobilità in altri ospedali, tra cui Martina Franca. Ma a quanto pare la capacità politica istrionica di quel versante ha saputo reagire e colmare il gap negativo dell’impopolarità. Il motivo per il quale quell’ospedale fu costruito è lo stesso che oggi lo pone al primo livello, poichè si trovava vicino alla Basilicata e poteva essere un buon affare in termini di mobilità attiva. Intanto bisogna fare una premessa importante: Nessuno degli ospedali della provincia di Taranto, secondo la normativa del Ministero, è di primo livello, sia per posti letto che per tipologie mediche. Detto questo è solamente un fatto di denominazione. Se Martina e Manduria sono di Base lo è ancor più Castellaneta in termini numerici e di prestazioni.  Inoltre questo piano di riordino deve essere approvato dal Ministero e potrebbero esserci ulteriori cambiamenti. Riguardo il ridimensionamento dell’ospedale di Martina è stato sbagliato tutto. E’ quindi un fatto di forma e non di sostanza. Oltre a questo c’è la lotta all’interno del PD ionico con Pentassuglia da una parte e Emiliano, Mazzarano, Perillo dall’altra. Secondo i bene informati sono proprio gli ultimi due ad essere stati determinanti per la “scelta” dell’Ospedale di Castellaneta. L’Amministrazione comunale di Martina Franca, conoscendo i numeri, sapeva che non erano sufficienti ad essere considerati di primo livello, ma si faceva forte sul fatto che solo il Santissima Annunziata aveva dati più favorevoli rispetto i nostri.  Ancona e lo stesso Pentassuglia sono stati fatti fessi con quella delibera di lunedì 29 Febbraio, ma che, sulla carta, non scandalizza più di tanto. E’ rimasto praticamente tutto com’era. Ancora oggi qualche reparto rischia di saltare, tra questi quello riguardante le nascite se non si raggiungono i 1000 parti l’anno, com’era già stabilito. Rimarrebbero in corso finanziamenti. In pratica ci sono gli stessi problemi che riguardano il personale e le assunzioni. La strategia di Pentassuglia, Ancona & C è cambiata in termini di comunicazione: dal bicchiere mezzo vuoto dopo la delibera, si è passati a quello mezzo pieno della conferenza stampa di mercoledì. Non servono i cortei propagandistici dei ‘soliti noti’. D’ora in avanti occorrono solo i numeri. A realizzarli i medici ed il personale. L’Ospedale deve diventare di primo livello con i fatti e non con le parole. E si eviti la farsa di Ospedale della Valle d’Itria. Non esiste. Ciascun paese ha la sua Asl di appartenenza e favorendo Martina, si rema contro le proprie strutture oltre a determinare comunque una mobilità passiva. Questo è se vi pare e ne parleremo più approfonditamente nelle nuove trasmissioni di Facciamo Piazza Pulita che riprenderanno dal 18 marzo su teletrullo.

Antonio Rubino

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