Quasi nove mesi fa festeggiavano in questo modo

Le dimissioni da Vice Sindaco e da pluriassessore di Stefano Coletta hanno scatenato una forte discussione non solo sui social dove  l’avvento degli algoritmi hanno limitato, se non a pagamento, le visualizzazioni. Quella che appare l’opinione più diffusa è che 1591 martinesi si sentano traditi da Stefano ColettaL’innalzare bandiera bianca è segno di sconfitta, resa o chiamatela come volete. E’ molto  grave aver lasciato la città in queste condizioni, alla vigilia dell’approvazione del Bilancio consuntivo, con una situazione della differenziata disastrosa, alla vigilia della festa dello sport o della stagione turistica. Alcuni dicono che sia scoppiato per i troppi impegni presi, ma nessuno glie le aveva prescritte le quattro deleghe. Lui le aveva voluto fortemente. Anche nella lettera che ha scritto, guarda caso sui social e non in una conferenza stampa con un contraddittorio vero,  ma con i suoi amici di facebook e non con tutta la città si è contraddetto da solo: “Sia chiara una cosa: non mi arrendo mica” come la chiamate voi questa? Il mio gesto è un rilanciosperiamo non di un’altra busta di spazzatura nell’agro o andando avanti con un regolamento scellerato che lui in prima persona ha condiviso. Ieri abbiamo appreso che, se uno usa stagionalmente una residenza in campagna, si deve optare per la riduzione del 30% o per il 10% di sconto sulla compostiera. Se decide per il primo, non sappiamo a chi si porta l’umido. “È un sacrificio personale che spero possa servire a tutti”. Praticamente, lui manda tutto a puttane e ci fa pure un favore. Coletta, da quello che ha scritto, sembra non aver capito mai nulla del ruolo della politica. Scrive che non voleva scaldare la poltrona. Che brutta considerazione ed offesa per tutti gli altri, ad iniziare dal Sindaco fino all’ultimo Consigliere Comunale. Sembra non conoscere quale ruolo esercita la politica. Non sa che questa dà l’indirizzo ed esercita il controllo. “Io vado in fondo contro dirigenti super pagati”, ma chi ha determinato compensi e premi, forse il mio amico Raimondo? Poi blatera entrando in uno sproloquio che per la verità è incomprensibile.  Avrebbe fatto bella figura dicendo: “Scusatemi, ho sbagliato, non è per me”. Lui ha voluto troppo ed è scoppiato. Quando dice che tornerà, non abbiamo capito se questa è una minaccia. I dirigenti ci saranno sempre, a meno che lui non conosca un nuovo disegno di legge che metta in pensione la Legge Bassanini. Abbiamo sempre affermato che per amministrare una città non serve essere un bravo ragazzo, ma bisogna avere le competenze per farlo. Lui che fa alla prima contrarietà? Come i bambini butta all’aria tutte le sue costruzioni, distruggendo il castello fatto di Lego che sembrava aver costruito. Le dimissioni, se non motivate da fatti seri, come situazioni reali e drammatiche che in questo momento qualcun altro sta affrontando, sono gesti di vigliaccheria, manifestata incapacità. Le sue scuse sono lacrime di coccodrillo e, non credo, rimarrà nel cuore di tanti come Vice Sindaco. Mi auguro che, in questo momento, tutta l’amministrazione comunale trovi la spinta per ribaltare una situazione che, nell’ultimo anno, soprattutto, è stata discutibile. Il Sindaco deve iniziare a fare il Sindaco. Lui dice di tutti. Io spero lo diventi.

Ma che ci siano amministratori competenti e non per rispettare equilibri politici che oramai nell’ultimo anno non esistono più. Siete l’Amministrazione Comunale, non l’esercito del Surf. La speranza è che insieme all’ex Assessore vengano estirpate quelle radici pericolose che comprometterebbero il futuro. A Stefano Coletta rimane tutta la nostra simpatia. Lui è un bravo ragazzo. Può finalmente pensare agli esami che gli rimangono da fare per la laurea; ad un lavoro vero; a praticare in maniera più continua il suo hobby di arbitro di calcio ed a trovarsi una fidanzata vera, evitando, come ha scritto lui su un post, di accoppiarsi sporadicamente piuttosto di imparare a fare l’amore (cit. non ho il tempo di fidanzarmi mi accoppio a volte ma con scarsa regolarità). Non necessariamente tutti quanti dobbiamo fare politica per sopravvivere.

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