Ore 20 Martina Franca martedì grasso

 

Benvenuti a Martina Franca, la città del Festival della Valle d’Itria, ma togliendo quei pochi mesi estivi, nei quali si potrebbe evitare anche di proporre degli eventi, in quanto fungono da richiamo turistico la Valle d’Itria e le bellezze architettoniche. Negli altri mesi è un mortorio generale, durante i quali, le strutture ricettive, svendono su booking le loro stanze e le attività di ristorazione sperano che dal tarantino salgano per riempire le loro sale. Per la Confcommercio di Taranto a Martina Franca c’è la movida che d fastidio, ma non si sa chi l’ha vista. Oggi, per venire nella Capitale della Valle d’Itria bisogna pagare la tassa di soggiorno. Nell’ultimo consiglio comunale, una Consigliera ha detto: “tanto devono pagarla i turisti e non i martinesi”. E’ una buona ragione, ma se i turisti non vengono o si concentrano solo nei pochi mesi estivi, a pagarla saranno ancora i martinesi. Il Carnevale è stato un epilogo di come si perde una occasione per far arrivare turisti, nonostante gli amministratori si riempiono la bocca con la ‘destagionalizzazione’. A Venezia se non ci fosse il carnevale, in questo periodo non ci andrebbe nessuno. Locorotondo ne ha giovato, grazie all’inefficienza di Martina Franca

Questa amministrazione ha creato un fuggi, fuggi di tutte le organizzazioni che organizzano fuori i loro eventi, portando in altre città tanta gente. Tutto questo perché si usa il termine ‘discrezionalità’ tanto cara a degli assessori. Significa far organizzare a chi vogliono loro, piuttosto che a chi è capace di farlo a vantaggio esclusivo della città. Ecco perché, la maggiorparte degli organizzatori  non presentano progetti che poi vengono aggiudicati da organizzazioni che sono incapaci a farlo, come è successo a Natale, facendo prevalere la disorganizzazione. A Carnevale, ogni scherzo vale. Quello di questi giorni è stato un bello scherzo ai martinesi e non solo.

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