Vincenzo Di Gregorio (a sinistra) con Ambrogio Pelagalli

Una ennesima bufala di qualche buontempone sui social annunciava la prematura scomparsa scomparsa di Vincenzo Di Gregorio, cosa che ha scatenato sulle pagine, soprattutto legate alla squadra locale, una serie di post, subito dopo opportunamente eliminati. Fortunatamente c’è un detto che sognare o pensare che uno sia morto”gli allunga la vita”.

Vincenzo è vivo e vegeto. Ma è anche l’occasione per ricordare il grande uomo di calcio che è stato e al quale, chiunque abbia amato il Martina, non può non essere legato. . “Metta buen la palla” era una frase che era solito dire in campo ai suoi giocatori. Da lui sono passati tanti giovani. Io stesso lo volli, come allenatore degli allievi, quando rilevai la Scuola Calcio dell’AUDACIA, ereditata da un altro grande martinese che ha dedicato la sua vita ai giovani calciatori: Franco Laneve, scomparso prematuramente

Eppure, nessuno si ricorda che Di Gregorio è stato PIÙ BRAVO DI ZEMAN che sconfisse per 3 a 0 quando allenava il Licata, quando il nostro mister aveva preso, proprio in quella partita, le redini della squadra maggiore, a seguito dell’esonero dell’allenatore, cosa che ha fatto più volte durante la sua carriera. Nessun lutto al braccio dunque nella prossima partita del Martina e la conferma della differenza che c’è ancora tra chi scrive sui social e il giornalista di professione. Vincenzo ha insegnato a tanti ragazzi come colpire quella sfera di cuoio che è stata il secondo amore della sua esistenza (dopo la famiglia). Ciao Vincenzo, magari un caffè ce lo facciamo insieme e ci ridiamo pure sopra al cretino di turno

Antonio Rubino

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