On. Gianfranco Chiarelli

Riceviamo e pubblichiamo dal parlamentare martinese: “Siamo ormai in piena campagna elettorale, ed è quindi comprensibile che da parte di un governo, che in questi anni si è occupato solo ed esclusivamente di questioni marcatamente ideologiche, come le unioni civili piuttosto che una legge contro i simboli del passato, ha definitivamente precarizzato  il lavoro attraverso il jobs act, ha tutelato i poteri economici, contro i risparmiatori, ha lasciato per strada i terremotati; che ha scambiato alcune concessioni da parte dell’Europa, finalizzate alla distribuzione di bonus elettorali, con l’apertura delle frontiere a migliaia di emigranti (prevalentemente economici), oggi provi a recuperare consensi inondando i media di fake news. Sentiamo ogni giorno parlare di crescita, di 1 milione di posti di lavoro creati, di ritrovata fiducia degli italiani. La realtà, come le famiglie e le imprese sanno, è ben altra. Il 2018 si apre con una sfilza di aumenti; secondo alcuni studi realizzati da diverse associazioni di consumatori, finora mai smentite dal governo, si prevede un aumento dei costi medio di circa € 952 per famiglia:

+ 5,3% per le forniture elettriche

+5% per le forniture gas

+ 2,74% per i pedaggi autostradali (aumento medio, con picchi del + 8,34 per la MI-TO, + 13,91% per la MI-Serravalle, + 12,89% per la Strada dei parchi ed addirittura + 52,69% per la tratta Aosta Ovest-Morgex).

Sarà un caso, ma con la legge di stabilità per il 2018 sono state bloccate le cosiddette clausole di salvaguardia. In parole povere sono stati congelati alcuni aumenti significativi che però vengono semplicemente rinviati agli anni successivi: l’IVA a cominciare da gennaio 2019 aumenterà progressivamente:

– l’aliquota al 10% passa all’11,5% da gennaio 2019 ed al 13% dal 2020

– l”aliquota al 22% aumenta al 24,2% da gennaio 2019, al 24,9% dal 2020 fino ad arrivare al 25% dal 2021

A questo si aggiungono gli aumenti già annunciati:

+ 3% su latte e latticini

ed alcuni rincari previsti per:

– tassa sui rifiuti (49 euro medi anno)

– ticket sanitari (55 euro a testa)

– servizi postali (18 euro)

– servizi bancari (38 euro)

– polizze RC auto (25 euro)

 

A ciò si aggiunga la questione occupazione; nonostante i proclami del governo, la realtà dice che al sud la disoccupazione giovanile ha superato ormai abbondantemente il 50%; il lavoro è ormai stabilmente precario. E si attende adesso l’esito del completamento del primo periodo di applicazione del Jobs  Act, che lascia prevedere nuovi massicci licenziamenti.

È evidente che le politiche del centro-sinistra siano assolutamente fallimentari. Occorre una decisa svolta in direzione di un modello sociale liberale e realmente riformista. L’idea della ridistribuzione delle ricchezze attraverso l’aumento della pressione fiscale, della spesa pubblica improduttiva, dei bonus elettorali, non può che produrre ulteriore arretramento. Occorre una nuova visione che punti a favorire gli investimenti produttivi, riducendo la pressione fiscale e soprattutto l’asfissiante burocrazia che favorisce peraltro la corruzione. La provincia di Taranto in particolare, oggi vive una crisi che è resa più pesante dalla annosa vertenza Ilva, che vede paradossalmente in contrapposizione istituzioni rette dalle medesime maggioranze a guida Partito Democratico. È arrivato davvero il momento di fare scelte importanti, scelte di cambiamento; scelte che gli italiani sono chiamati a fare il 4 marzo prossimo”.

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