Oggi se ne occupa il consiglio regionale della Puglia, in cui siedono quattro martinesi (anche se uno dei tre è destinato al parlamento). Oggi, fra le altre cose, si vara una mozione che è di richiesta allo Stato, perché venga rinviato il debutto della Tares, la nuova tassa che sostituirà la Tarsu e che non riguarderà solo i rifiuti. Dovranno applicarla i Comuni. Peserà molto di più di quella attuale e secondo non pochi osservatori, avrà effetti più pesanti ancora di quanto non abbia gravato l’Imu.
Dall’ufficio stampa del consiglio regionale della Puglia:
Tares, l’ennesima sigla da incubo per gli italiani. La scadenza per i cittadini è imminente, ma niente è pronto per consentire i pagamenti della nuova tassa. Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna si esprime a favore del rinvio al 2014 e proporrà all’intera Assemblea, convocata per domani (ogg, 3 aprile, ndr.) di adottare un ordine del giorno unitario, per chiedere al  Parlamento e al Governo nazionale di far slittare al prossimo anno la tassa sui rifiuti che assorbirà l’attuale TARSU sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e la tariffa di igiene ambientale (TIA).
In questo momento difficile per tutti, fa notare Introna, “sarebbe una scelta di buon senso evitare un nuovo sacrificio, anche per scongiurare l’ingorgo fiscale perverso che si verificherà all’inizio dell’estate. “A giugno la prima rata IMU, poi l’acconto IRPEF, quindi l’aumento dell’IVA dal 21 al 22%: con l’aggiunta della TARES, a luglio, una vera stangata minaccia le famiglie, per le quali si annuncia una spesa aggiuntiva di almeno 80 euro”, osserva con preoccupazione il presidente del Consiglio pugliese.
Stime di fonte sindacale calcolano infatti un aggravio medio del 40% per ogni unità familiare. Con la nuova tassa sui rifiuti si pagheranno in media 305 euro, che peseranno più dell’IMU sull’abitazione principale, senza considerare gli aumenti della TARSU che hanno già aggravato i conti familiari in molte città italiane, cresciuti in cinque anni di quasi il 15%. Delle 89 città capoluogo di provincia, 39 l’hanno incrementata nel 2012 e solo tre hanno ribassato le tariffe.
Altri e ancora più pesanti, gli esborsi che la TARES pretenderà dalle imprese.
I Comuni, peraltro, non sono nemmeno pronti a ricevere gli importi della nuova tassa, dal momento che nonostante la prima scadenza sia fissata a luglio 2013 non sono state ancora indicate le modalità di pagamento né sono disponibili al momento i codici tributo da indicare per i versamenti.
Anche in considerazione di questi ritardi, il presidente Onofrio Introna ritiene perciò “giustificato ed urgente un appello della Puglia alle Camere e al Consiglio dei ministri, per il rinvio ragionevole al 2014 del nuovo balzello che minaccia famiglie e aziende italiane”.
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