Sulla faccenda “Ex dancing club La Rotonda” interviene un cittadino, Roberto Liuzzi dell’Engine Club.

Lei si è espresso sui social network negativamente in riferimento alla sospensione dell’avviso pubblico per la gestione della Rotonda. Ci spiega i motivi?

Ci si è chiesto come avrebbe fatto un’associazione culturale senza scopo di lucro a gestire la Rotonda, in termini di guadagno. Mi scusi. Prima di tutto occorre a tutti i costi guadagnare quando si fà una cosa per la comunità? Se penso alla mia associazione, L’Engine club, bè noi abbiamo storia nella realizzazione di eventi aperti al pubblico, partendo dalla prima edizione del “Buon Compleanno Martina!”, gestito e proposto dalla nostra associazione, amministrazione Palazzo con soli € 1.000,00 per la comunità,  comprendendo le spese per la  Siae, service, comunicazione e spettacolo.La Festa della Musica è un altro esempio: quella dell’anno scorso e quella di questo anno; con somme ridicole abbiamo riempito la città di Musica.  L’anno scorso siamo riusciti ad aprire la Rotonda per un concerto memorabile con due pianoforti e musicisti, ricevendo il plauso di molte persone anziane, e non solo, a cui quel luogo riportava alla mente bei ricordi della propria gioventù.

Quindi crede che concretamente, se si fosse voluto, la Rotonda quest’estate sarebbe potuta entrare in funzione?

Noi crediamo che sia un “delitto” verso i martinesi tenere quel luogo chiuso. Entriamo nella gestione pratica degli eventi gratuiti che avevamo intenzione di svolgere nella Rotonda: dall’esperienza  del nostro club, dove ogni settimana si producono eventi di musica live, dalla miriade di progetti presentati e da dove sono passati musicisti che rappresentano il gotha della musica italiana, come anche i ragazzini che hanno avuto il “battesimo”, potevamo creare un cartellone per movimentare piacevolmente quel luogo. Abbiamo un potere contrattuale tale da far venire i gruppi a suonare per il piacere di farlo in una location storica, l’attrezzatura per il service è di nostra proprietà, come anche le luci e le professionalità all’interno dello staff dell’Engine.

Ma le spese per tutti gli altri oneri, come ammortizzarle?

Per la Siae e per le spese vive avremmo fatto a “cappello” come da migliore tradizione anglosassone. Le norme di sicurezza e l’ingresso per i diversamente abili ci sarebbero state senza grandi artifici archittetonici, Si creano le strutture adatte in pochissimo. Vogliamo essere molto presuntuosi, ma non lo siamo perchè conosciamo la nostra capacità e professionalità: saremmo stati in grado di creare il primo evento dopo 15 giorni dall’aggiudicazione e parliamo solo della stagione estiva. Per completare ci saremmo messi a disposizione di chiunque altro si fosse aggiudicata la gestione del sito.

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