Prove per non lasciare la sedia tiepida, questa mattina c’è l’incontro tra il Sindaco e l’Assessore. Da quando si è dimesso, solo una telefonata tra i due. Franco Ancona è partito per una breve vacanza a Milano ed è tornato solo ieri. Domani  c’è il Consiglio Comunale dove l’argomento piu’ importante è il bilancio consuntivo, nel quale, come abbiamo anticipato ieri, non c’è la restituzione ai cittadini di quell’aumento della TaRi dello scorso anno che fu promesso durante la campagna elettorale. L’ex Assessore Coletta sta cercando una soluzione onorevole per rientrare in Amministrazione, dopo le accuse pesanti rivolte, oltre che al Sindaco, a tutto il Consiglio Comunale, reo di ‘riscaldare la sedia” . I dirigenti ci sono pure e, in Consiglio pure la Dott.ssa Anna Rita MERICO, dirigente al Bilancio,  colei con la quale Coletta ha avuto lo scontro. Per la verità non è cambiato assolutamente nulla. Intanto è venuta fuori la lettera di dimissioni protocollata da Stefano Coletta, piuttosto diversa dal post che poi ha pubblicato suo profilo. L’oggetto è Dimissioni irrevocabili che, per la verità, abbiamo sempre definito “Una sceneggiata”. Eccovela

– Al Sindaco Dott. Franco Ancona

Oggetto: dimissioni irrevocabili

Gentile Sindaco,

ti comunico in maniera irrevocabile le mie dimissioni dagli incarichi da te assegnatimi.

A seguito della conversazione avvenuta nel mese di dicembre, nella quale già allora mostrai le mie preoccupazioni per la difficoltà di espletare il mandato, nulla è cambiato. Anzi, la situazione mi pare irrecuperabile.

Il rapporto con alcuni dirigenti, appare definitivamente incrinato, tanto da essere, anche maleducatamente, tacciati da alcuni di loro di “troppa presenza”, scambiando così la nostra disponibilità e i nostri sacrifici nel fare anche gli ” impiegati” come incursioni indesiderate nell’attività quotidiana dei dipendenti. E’ palese il fatto che il carico di lavoro che la città richiede, in un momento così delicato viene interpretato in maniera totalmente apatica dell’apparato burocratico dirigenziale, più incentrato a ingarbugliarsi nelle maglie della burocrazia che reattivo nel risolvere anche i piccoli problemi dei cittadini. La stessa riorganizzazione del personale ha sortito effetti negativi, creando un malcontento che non consente la serenità necessaria tra politica e burocrazia. Tu, Sindaco, in questi momenti, avresti dovuto maggiormente tutelare la tua squadra, operando scelte non facili, ma lungimiranti, soprattutto per consentire chi, come, con umiltà, sta sacrificando la propria vita professionale, economica e sociale per il bene della città che si ama.

Sai benissimo quanto ho dato in termini di apporto mentale, materiale e umano. Non ho visto, da parte tua e da parte anche di alcuni consiglieri comunali di maggioranza, il sostegno necessario delle attività in cantiere.  Spesso, ti ho visto dalla parte dei Dirigenti e non dalla mia, come se le mie rimostranze fossero “picci” di gioventù. Cosa chiedevo? Maggiore impegno ai dirigenti, maggiore rigore ed attenzione nell’affrontare anche i problemi più semplici, che tuttavia rappresentano esempi di sensibilità verso i cittadini.

Al cittadino poco interessa se la risoluzione del problema dipenda dal politico o dal dirigente. Al cittadino interessa che il problema sia risolto. Ed è sempre in questa ottica che ho mosso le mie energie. Anche quando si trattava di prendere un cane dalla strada o di togliere una busta da terra. La situazione odierna, tuttavia, ci vede lontani dal rispondere alle singole esigenze dei cittadini, impiegati, come siamo, a risolvere problemi tra dirigenti o con i dirigenti, o a mediare tra velleità politiche di singoli consiglieri che mal si adattano ad uno spirito costruttivo di governo.

Mi hai sempre insegnato che mai la politica deve rallentare l’azione amministrativa, che mai bisogna utilizzare le istituzioni per risolvere problemi politici. Abbiamo insieme condannato l’operato dei due consiglieri comunali che abbandonarono il governo della città nel 2016, perché utilizzarono l’istituzione (il consiglio comunale) per consumare un azione politica di contrasto verso la riproposizione delle nostre candidature alle successive elezioni.

Lungi da me essere un peso nel rapporto con i dirigenti e con alcuni consiglieri comunali, poiché non ho mai avuto bisogno di una carica o di una indennità (come ben sai, ho sempre pagato di tasca mia le missioni istituzionali e svolto numerose opere di beneficienza con l’indennità dell’incarico), con molta tristezza ritorno alla mia vita quotidiana. Non abbandono il guado. Assolutamente. Troverai in ogni caso in me un riferimento, se chiederai aiuto, nella discussione di talune problematiche che mi sottoporrai. Troverai in me, da esterno, un commentatore critico delle decisioni che si continueranno a prendere.

Auguro a tutti voi, compagni di viaggio ed amici, un buon percorso, chiedendovi di guardare più alle necessità, anche piccole, dei cittadini e meno alla conversazione di rapporti con chi, stipendiato, è tenuto ad offrire il miglior servizio ai cittadini. Una voce grossa verso chi, in maniera apatica, decide le sorti di una città talvolta è più utile di una continua ricerca del compromesso, che altro non è se non perdita di tempo, rinvio dei problemi ed allontanamento dei cittadini.

Ci ho provato e ne sono orgoglioso. Soprattutto del bellissimo rapporto con la maggior parte dei cittadini, ai quali, a loro si, chiederò scusa per non essere riuscito ad imporre una visione moderna del modo di fare politica. Ci riproveremo, in futuro, insieme. Adesso, non sto ad elencare qui tutti i risultati ottenuti. Sono sicuro che chi verrà dopo di me, troverà un terreno fertile per proseguire il mandato. Perché tutti siamo importanti, ma nessuno indispensabile. Tantomeno me stesso.

Rimarcando l’irrevocabilità di tale decisione, sono fiducioso che questa mia rinuncia possa essere lo stimolo giusto per una ripartenza politica ed   amministrativa degna del nome della nostra città. Sono sicuro che in futuro, le nostre strade si incroceranno in forme nuove e più mature.

Ad majora. 

Martina Franca, 27 aprile 2018

                                                                                                           Stefano Coletta

 

Dopo l’incontro con Ancona, in serata, Stefano Coletta potrebbe incontrare i Consiglieri Comunali per il placet definitivo. Si accontenterebbero delle scuse, ma sembra oramai un copione già scritto ed interpretato per dire: “Nulla è cambiato”

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