Ieri sera, al Tatà, in scena lo spettacolo di Simone Cristicchi che tante polemiche aveva suscitato in giro per la penisola. Lo abbiamo analizzato con due spettatori d’eccezione: il regista Pasquale Nessa e lo scrittore Gianni Carbotti

Standing ovation e lacrime. Si è concluso tra gli applausi e la commozione di molti spettatori “Magazzino 18”, lo spettacolo di Simone Cristicchi dedicato alle foibe andato in scena ieri sera al TaTà. Nessuna polemica, quindi, per un testo che aveva suscitato dissapori in alcune rappresentazioni intorno alla penisola. Probabilmente qualcuno temeva polemiche e contestazioni, tanto che al nostro arrivo abbiamo visto sia Polizia che Carabinieri in uno spiegamento poco consueto per uno spettacolo teatrale, ma le Forze dell’Ordine, a nostra precisa domanda, hanno minimizzato, dicendo che erano stati mandati lì non sapendo delle contestazioni allo spettacolo in altre città d’Italia. Del resto, anche Giovanni Battafarano, il Presidente provinciale dell’ANPI Taranto (nei mesi scorsi si era parlato di una espulsione di Cristicchi dall’associazione nazionale, del quale il cantautore era membro onorario), aveva espresso parere favorevole allo spettacolo, affermando che “a contare è la verità storica e quella è una pagina di storia che non si può tralasciare”.

“Magazzino 18” è un luogo reale, situato al Porto Vecchio di Trieste – dove sono conservati tantissimi oggetti appartenuti agli esuli – all’interno del quale Cristicchi ha ambientato il suo spettacolo di teatro-canzone. Il cantautore ha fatto parlare gli oggetti, ha dato voce alle anime degli ex proprietari, ai fantasmi di un passato che molti non vogliono ricordare e che per questo fa ancora più male. Il pathos scenico si è creato grazie all’alternanza, nello spettacolo, tra i momenti “burocraticomici” dell’archivista Persichetti – mandato al “Magazzino 18” dal Ministero dell’Interno per fare l’inventario di tutto ciò che è contenuto nel magazzino – e quelli più intensi attraverso i dialoghi con lo “Spirito delle masserizie”, che ha ripercorso la storia delle terre giuliano dalmate e dei cittadini di quei territori. Cristicchi ha inserito nello spettacolo alcune canzoni e dedicato una parte della rappresentazione anche ai “rimasti”, a coloro che non hanno voluto affrontare l’esodo.

Una lezione di storia spettacolarizzata che è piaciuta a quasi tutto il pubblico. L’unica “polemica” che abbiamo avuto modo di ascoltare è stata quella di un’attempata signora che dietro di noi contestava a Cristicchi di “aver scoperto l’acqua calda”, ma per il resto tutto è filato via liscio, con tanto di applausi a scena aperta alla fine dello spettacolo e molta commozione nel pubblico, tra cui quella dello scrittore martinese Gianni Carbotti, che ha così commentato lo spettacolo: “Uno degli spettacoli più belli cui abbia assistito, un racconto di una delle pagine buie della nostra storia. Le sedie vuote sul palco alla fine dello spettacolo (una metafora con cui Cristicchi ha voluto ricordare il dramma di quel popolo “fantasma”, ndr) urlavano. Lo Spirito delle masserizie mi è rimasto nel cuore”. Anche il regista Pasquale Nessa – che il 4 aprile porterà in scena il suo spettacolo “Occhio…Pino a Martina Franca – ha avuto parole di elogio per lo spettacolo: “Una lezione di storia abbastanza chiara. Mi hanno colpito la semplicità ed il gusto registico”. Anche per Nessa la scena finale delle sedie vuote sul palco merita un cenno: “Una grande forza evocativa, che sta a dimostrare che la storia lascia un posto vuoto, che non può essere colmato”.

Domenico Fumarola

(la foto è tratta dalla pagina Facebook dello spettacolo)

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9 Commenti

  1. Ancora la storia di Cristicchi iscritto all’ANPI?
    Quello che riporta il giornalista Fumarola a proposito del fatto che Cristicchi sia membro onorario della Associazione Nazionale Partigiani Italiani e’ un falso.
    Cristicchi in passato ha millantato di essere stato nominato membro onorario dell’ANPI nell’estate del 2010, ma la notizia si e’ rivelata non vera.
    Vedi a questo proposito la lettera del prof. Smuraglia presedente ANPI all’indirizzo
    http://www.anpi.it/media/uploads/newsletter/2014/ANPInews_n._104.pdf

    Forse Cristicchi voleva dare copertura ”da sinistra” al suo spettacolo Magazzino 18, ma la verita’ e’ che lui NON e’ iscritto all’ANPI.

    Gilberto Vlaic Trieste

  2. Signor Vlaic,la tessera dell Anpi come membro onorario di Cristicchi e’ scaduta perche’ lui non.sapeva che un “onore” del genere aveva bisogno di un abboname
    nto annuo.Premio ridicolo.Racconti le cose come stanno.

  3. Gentile signora Fulvia, non posso risponderle, come si converrebbe, sul sito del suo vate Cristicchi. Le rispondo dunque qui, sperando nella cortesia del giornale che ci ospita.

    Le riassumo il problema, anche per gli eventuali lettori interessati.
    Cristicchi ha sostenuto piu’ volte in passato (sostenuto in questo dalla signora Lohana Sartori, che amministra la sua pagina ufficiale su FB) di avere una tessera onoraria dell’ANPI.
    Ha utilizzato per mesi questa presunta presunta tessera onoraria cercare di rintuzzare le critiche di merito che sono state scritte a proposito del suo spettacolo Magazzino 18.

    Ecco per esempio come si esprimeva il Cristicchi il 25 agosto 2013 alle ore 18 e 19 sulla pagina facebook di Magazzino 18:

    INIZIO CITAZIONE
    Forse però, semplicemente ignorate il lavoro di ricerca e Teatro Civile da me svolto, anche sulla memoria della Resistenza, lavoro che mi ha valso il tesseramento come membro onorario dell’Anpi.
    Azzz.Vi è sfuggito qualcosa? Eppure siete così scrupolosi…
    FINE CITAZIONE

    Un gruppo di antifascisti decise a dicembre 2013 di chiedere all’ANPI di ritirare la tessera di socio all’ANPI per i motivi indicati nella lettera sottoscritta da circa 150 persone, per la maggior parte iscritti all’ANPI.
    La lettera puo’ essere letta su diverse pagine internet; riporto un indirizzo
    http://www.cnj.it/documentazione/IRREDENTE/anpi-cristicchi.htm

    Cio’ che emerse dopo questa lettera sono le cose descritte dal prof. Smuraglia presidente nazionale dell’ANPI nell’articolo da me gia’ citato
    http://www.anpi.it/media/uploads/newsletter/2014/ANPInews_n._104.pdf

    Ecco la sintesi della vicenda:
    qualcuno (per ora ancora non identificato) consegno’ a Cristicchi una tessera che possiamo definire ”omaggio” (per di piu’ del tutto irregolare in quanto mancante della sezione ANPI a cui veniva iscritto e mancante della firma del presidente provinciale dell’ANPI) probabilmente nel luglio 2010, in occasione di uno spettacolo musicale che Cristicchi fece insieme al coro dei Minatori di Santa Fiora.

    La tessera NON era onoraria, e cessava la sua validita’ il 31 dicembre 2010.

    Forse Cristicchi ha equivocato ed ha inteso questa tessera come ONORARIA, ma quello che lui pensa non e’ affar mio e non ho nessuna intenzione di indagare sul Cristicchi-pensiero.

    Fatto sta che per poter risultare iscritto all’ANPI Cristicchi avrebbe dovuto versare (come OGNI iscritto fa ogni anno) la sua quota associativa anno per anno.

    LA conclusione e’ la seguente:
    Cristicchi ha ricevuto una tessera ordinaria dell’ANPI (con irregolarita’)
    scaduta il 31-12-2010.
    Dal quella data NON e’ mai stato iscritto all’ANPI, checche’ lui abbia sostenuto.

    Dal mio punto di vista dico che la copertura ”da sinistra” che Cristicchi dava al suo spettacolo Magazzino 18 attraverso questa presunta tessera e’ venuta a mancare.

    Ricordo ancora che durante il gennaio scorso, durante il periodo della polemica su questa tessera, Cristicchi e’ stato fortemente sostenuto attraverso numerosi articoli dal quotidiano romano ”IL TEMPO” notoriamente di ispirazione di destra.

    Questo per raccontare le cose come stanno, secondo la richiesta della signora Fulvia Siscovich Sizzi

  4. … e quindi? Tante parole per dire cosa?
    Caro Gilberto, questa tessera proprio non le va giù…! Cristicchi non è più iscritto all’ANPI, contento? Cos’altro vuole? Che si dichiari neofascista? Non lo è, non lo è mai stato e non lo sarà mai! Trovi pace……..

  5. Cara signora Sibilla, noto che non vi va proprio giu’ che si commenti questa storia dell’ANPI.
    Ripeto un concetto improtante: per mesi il signor Cristicchi ha utilizzato come scudo alle crititche provenienti da antifascisti il fatto che lui era iscritto all’ANPI.
    Averlo privato di questa arma a me sembra una cosa buona e giusta.

    Io non ho detto che il signor Cristicchi e’ neo-fascista, osservo solo che un giornale dichiaratamente di destra (IlL TEMPO di Roma) lo ha fortemente appoggiato durante il mese di gennaio 2014, e che le associazioni degli esuli piu’ dichiaratamente revansciste lo appoggiano in modo incondizionato.
    Il problema fondamentale cara signora e’ il seguente: il nostro Paese non ha mai fatto i conti con il suo passato fascista e i tentativi riabilitatori nel nome di ”Italiani Brava Gente” ne sono la testimonianza perfetta. Cristicchi a mio pare e’ organico a questo disegno, probabilmente senza essersene reso conto.

    • Se ha ricevuto quella tessera ci sarà un motivo, che ne pensa? Il fatto di puntualizzare così insistentemente che fosse scaduta a mio avviso non aggiunge nè toglie nulla.

  6. Se l Anpi ha nel suo organico gente che maneggia le tessere i malo modo,che colpa volete dare a Cristicchi.Non facciano regali ,se uno se li deve pagare
    da solo.Credo che qualche soldino per rinnovarla non gli mancava,a
    saperlo…

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