Il tributo Tares, quello che tutti i cittadini devono pagare, è basato su una serie di voci che vanno a comporre il piano economico finanziario. Piano che, ormai lo abbiamo imparato tutti a memoria, viene presentato dal gestore del ciclo dei rifiuti ed è verificato dagli organi competenti della pubblica amministrazione.

Nel piano finanziario ci sono voci di costo che riguardano i costi fissi e quelli variabili, e che sommate portano al prezzo del servizio.

La Tradeco, gestore del ciclo dei rifiuti a Martina Franca, ha presentato conti che presentano delle situazioni di dubbio, come evidenziamo da molti giorni. Il 16 luglio scorso, in un piano economico finanziario rettificato (come la stessa Tradeco evidenziava) si parlava, ad esempio, di 334 mila256,73 euro a titolo di costi d’uso del capitale.

Rettificato, quel piano, rispetto a cosa, visto che la rettifica si rifaceva a una nota del Comune risalente al 4 luglio?

Siamo andati a cercare qualche altro documento ed è spuntato fuori, non senza difficoltà, un precedente piano: 3 luglio 2013. Andiamo a verificare la voce relativa ai costi d’uso del capitale: 641 mila 846,04 euro.

Ora: o nel frattempo sono intervenuti i saldi, fra il 3 e il 16 luglio, o siamo in presenza di una palese variazione di cifre. Siccome i saldi non si applicano al costo del servizio rifiuti, questa variazione superiore ai trecentomila euro, nei costi d’uso del capitale (vedi ammortamento mezzi) nel giro di soli tredici giorni, ci fa capire che il piano economico finanziario, finora, non è stato frutto di certezze ma di versioni. Il che può essere, se riferito all’annualità in corso; il che non può essere, se riferito al passato. Il passato presenta costi certi, ovviamente. Altro che versioni. Non si riesce a chiarire il dubbio, perché le due versioni del piano proposte dalla Tradeco non portano alcun riferimento ad alcun anno di esercizio.

Due le ipotesi, a questo punto:

– se il piano si riferisce al passato, è la Tradeco a dovere dare delle spiegazioni su dubbi così pesanti come le tante variazioni di cifra, in salita e in discesa (qua non si parla di conti gonfiati, ma di conti confusi) a parte quella del costo d’uso di capitale;

– se il piano si riferisce all’anno in corso, è il Comune a dover spiegare perché aumenta di 738 mila euro, senza motivare in alcun modo, il costo totale del servizio proposto dalla Tradeco (da 7 milioni 618 mila euro e spiccioli, a oltre 8 milioni 357 mila euro).

Insomma, una conferma ulteriore del fatto che la vicenda-Tares tutto è, tranne che una vicenda chiara.

Piccolo dubbio finale, in merito all’ammortamento mezzi presentato dalla Tradeco (334 mila euro abbondanti, per Martina Franca, nella versione del 16 luglio): il bilancio complessivo al 31 dicembre 2012 dell’azienda, riferito cioè a tutti i contesti in cui la Tradeco opera, dunque tutti gli altri Comuni oltre al nostro e le altre attività ancora, su un totale di 34 milioni di euro abbondanti di costi per la produzione, presenta ammortamento di immobilizzazioni materiali per 272 mila euro circa. Come fa, per un solo Comune, a presentare una cifra superiore rispetto al totale presentato in bilancio? E al Comune, la verifica ha riguardato anche questo aspetto?

Non avendo letto con attenzione neanche pagina 1 (92888 quale 1 per cento di 7 milioni 618 mila euro, emblema della disattenzione) del piano finanziario Tradeco risalente al 16 luglio, chissà se a palazzo ducale avranno fatto i necessari raffronti, le verifiche, le relazioni dettagliate. Che, se ci sono, sono molto ben nascoste.

E con questa confusione totale, si vanno a chiedere soldi certi ai cittadini. Tanti soldi.

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29 Commenti

  1. Sono certo che i revisori dei conti avranno esaminato il pef e reso il loro parere, evidenziando questi aspetti lacunosi del documento fornito dalla Tradeco. Ma sono sicuro che c’è anche un consigliere comunale che in materia di ammortamento automezzi e mezzi del servzio rifiuto possa autorevolmente dire la sua: Michele Marraffa. Al quale oggi tutta la città si vota.

  2. Caro Ignazio, tu sei libero di votarti a Michele Marraffa ma sicuramente io non ho nessuna intenzione di farlo perchè se oggi ancora abbiamo a che fare con la tradeco la colpa è principalmente sua avendo avuto 9 anni per fare il nuovo appalto dei rifiuti. Per quantificare esattamente gli ammortamenti sarebbe stata più che sufficiente la laurea in Ingegneria del dirigente MANDINA se soltanto ne avesse fatto buon uso. Del resto, sarebbe stato sufficiente:
    -farsi dire i mezzi utilizzati per il servizio;
    -acquisire per ciascuno di essi il costo storico e il relativo fondo di ammortamento;
    -moltiplicare, sempre che il fondo del singolo mezzo non fosse già pari al costo storico, il costo storico di ciascun mezzo per l’aliquota corrispondente.
    Purtroppo, questo compitino che avrebbe richiesto, ottenuti i dati, 1 ora di lavoro non è stato fatto dal nostro Ingegnere.
    Io mi chiedo se rendiconta così tutti gli appalti c’è da aver paura.
    Ieri, ho appreso che il comandante Cannarile o è stato rimosso dal suo incarico o non gli è stato rinnovato lo stesso. Alla luce della tolleranza che il sindaco sta mostrando nei confronti dell’ing. Mandina in questa vicenda tares mi sorge spontanea la domanda: ma cosa avrà combinato di tanto grave il comandante Cannarile da non essere meritevole della stessa tolleranza concessa a piene mani a MANDINA?

  3. Si ma qui ci stiamo avviluppando in un discorso difficile da comprendere, perchè siamo spettatori solo di indizi e congetture senza leggere i documenti ufficiali.
    L’unico dato certo di partenza è quanto effettivamente il Comune di Martina paga per il servizio che è un 100% certo.
    Martina paga un canone mensile per un servizio da 20 anni (che sicuramente è stato adeguato negli anni anni in base agli indici ISTAT) e poi paga la discarica per i rifiuti effettivamente conferiti.
    A monte della gara d’appalto ( di 20 anni or sono) c’è sicuramente un Capitolato che prevede una serie di servizi da effettuare a fronte del quale Martina paga quel 100% di canone fisso mensile.
    Questo canone non si può ridurre per effetto del completamento dell’ammortamento dei mezzi perchè l’azienda deve comunque assicurare che tali mezzi (anche se vecchi) si muovano e per questo affrontare le manutenzioni che diventano sempre più copiscue con l’avanzare dell’età dei mezzi.
    I mezzi, inoltre, nella maggioranza dei casi si acquistano in leasing e vengono appostati in altra voce di bilancio (bilancio civilistico che è diverso dal piano Tares) e non nella voce “ammortamenti”.

    Confido nell’opera di controllo dei revisori che sicuramente sono più ferrati di chiunque altro e che comunque hanno un ruolo di responsabilità.

    • Grazie per il suo intervento. I numeri citati sono presi da documenti ufficiali. Depositati e protocollati al Comune di Martina Franca. Capisco che è difficile prendere atto di simili situazioni, ma i numeri sono tutti quelli. E sono ufficiali. Lei, che ha fatto tutto questo articolato ragionamento, è in grado di dire se per lei, la stessa voce di costo sulla stessa situazione, senza manco dire a quale annualità si riferisca (il che la dice tutta sulla trasparenza della cosa) nel giro di tredici giorni varia di trecentomila euro? Sa rispondere a questo? Basato su dati ufficiali. In quanti all’ammortamento, peccato che di ammortamento mezzi e autovettura parla proprio il piano finanziario. Risponda, vediamo cosa mi sa dire. Le ricordo appena che qua non c’è da difendere un’amministrazione pubblica o attaccarla. Stiamo parlando dei soldi dei cittadini. Tanti. Davanti ai quali non c’è sindaco, o assessore, o nessun altro. (agostino quero)

        • Grazie per il suo intervento. Noi i documenti li abbiamo letti. Indizi e congetture sono una cosa diversa dai documenti ufficiali. Quindi indizi e congetture se lo risparmi. Grazie. Pensi che hanno le idee talmente chiare, in seno all’amministrazione, che (le dò un’anteprima) oggi il provvedimento viene stralciato di nuovo. L’unica cosa certa è il caos. Di cui non può avere responsabilità questa testata che, basandosi su caotici dati ufficiali, li ha solo messi in luce. Il caos-Tares è responsabilità di chi guida la macchina amministrativa. (agostino quero)

          • Voi avete letto i documenti, ma io e gli altri che leggono no.
            Confido sempre nel lavoro dei revisori, “mi consenta”, perchè sono del mestiere e con i numeri ci lavorano tutti i giorni di professione.

          • Grazie per il suo intervento. Lei è del suo mestiere, io del mio. Secondo lei, su una materia così complicata, con numeri che cambiano ogni dieci giorni, io prima di pubblicare non mi procuro i documenti ufficiali? (agostino quero)

  4. A parte il parere dei revisori, sulla nuova delibera chi esprime il parere di regolarità tecnica al posto del feriale Mandina? E chi quello di regolarità contabile in vece della spiaggiata Merico?

  5. Fossi io il Sindaco ritirerei il provvedimento ed aspetteri il ritorno dalle ferie dei dirigenti e manderei a casa un paio di assessori, queste deleghe devono andare a Lasorsa, troppo facile occuparsi di turismo per lui!

  6. Egregio sig. Pastore ma Lasorsa è quello che ha il collaboratore fotografato ad affiggere manifesti abusivi, se è lo stesso è meglio che non faccia nemmeno l’assessore al turismo figuriamoci ad altro. a Luca voglio dire che non deve funzionare così, se il servizio pagato è determinato da costi che un giorno sono indicati in una cifra e dopo quindici giorni gli stessi costi sono indicati in un altra cifra sicuramente il pagamento è eseguito dall’amministrazione con una grossa leggerezza, denotando il disinteressamento al corretto utilizzo delle risorse pubbliche, una amministrazione che ha fatto della legalità e della trasparenza la propria bandiera sta rinnegando tale vessillo.

    • Martina hai le idee confuse. Il canone del servizio di raccolta il Comune lo paga in base a una gara d’appalto. Tale canone rimane invariato per tutta la durata del servizio (nel nostro caso da 20 anni). L’unico adeguamento previsto per legge è l’adeguamento in base agli indici ISTAT.

      Se invece il Committente (il Comune)nel corso degli anni richiede servizi aggiuntivi non previsti nella gara d’appalto iniziale, tali servizi vengono contrattati di volta in volta e quantificati anche perchè l’azienda aggiudicataria ha l’esclusiva della raccolta rifiuti nel Comune.

      L’altra cifra variabile è il costo dei rifiuti effettivamente conferiti in discarica perchè questi un mese possono essere 100, il mese successivo 80, l’altro ancora 110, oltre al fatto che in questi ultimi 20 anni il costo di smaltimento dei rifiuti in discarica è più che raddoppiato.

      • Luca mi può cortesemente spiegare perchè nel 2005 si pagavano circa 5.000.000 di euro ed oggi ne vengono richiesti circa 8.400.000. Di quanto è l’indice ISTAT applicato? Mi fornisca il dato, le sarò grato. Poi, pare che la Tradeco sia stata aggiudicataria della gara perchè proprietaria della discarica e, conseguentemente, nessun costo di smaltimento sarebbe dovuto essere stato pagato anche in passato. Oltre al fatto che la stessa Tradeco ha più volte manifestato la volontà di abbandonare il servzio a Martina. Quindi, era volontà della Tradeco rinuncuare all’esclusiva e si sarebbe potuto cercare altra impresa per svolgere momentaneamente il servizio anche se, ritengo, si sia perso molto tempo per la gara prima da parte del commissario Calvosa e poi dell’attuale amministrazione. A danno dei cittadini martinesi!

        • Ignazio quelle cifre di cui parli io non riesco a spiegartele.
          Quello che ti posso dire con certezza è che il costo di smaltimento in discarica è passato da € 41,00 la tonnellata del 2004, ai € 95,00 la tonnellata nel 2011, e Dio solo sa quanto è oggi.
          L’indice Istat nella peggiore delle ipotesi può essere dell’1% all’anno (l’Istat pubblica questi indici ogni mese), quindi ad esempio 100 il primo anno, 101 il secondo, 102 il terzo, ecc. E non solo, l’indice Istat si aggiunge al canone già adeguato nell’anno precedente.
          Poi i rifiuti di Martina non sono mai andati nella discarica di Tradeco perchè la discarica obbligatoria per il nostro territorio è la CISA di Massafra.

          • Ma il compenso era compreso nela canone dell’appalto, quindi, doveva essere sopportato dalla Tradeco non dal Comune di Martina. Sull’indice ISTAT, se si applica l’1% sul canone aggiornato dal 2005 ad oggi si raggiunge la cifra di circa 5.400.000. La differenza a cosa è dovuta? E la raccolta differenziata quanto ha funzionato? L’attuale situazione è da addebitare ai candidati sindaci del ballottaggio 2012: Marraffa ed Ancona. Marraffa oggi pensa bene di non partecipare al consiglio comunale invocando la irregolarità nella notifica della convocazione del precedente consiglio, irregolarità sanata con la presenza in consiglio della consigliera che lamentava di non aver ricevuto la convocazione.

          • Non si può imputare la colpa della nuova gara al commissario Calvosa, perchè credo che un commissario non può indire una gara d’appalto così importante.
            L’attuale amministrazione inoltre ha un progetto per la nuova raccolta di rifiuti dopo 1 anno dall’insediamento e nonostante gli ARO.
            Mi sembra davvero ridicolo incolparli dopo che abbiamo un servizio in proroga da 10 anni.

          • Ignazio, ripeto che io non riesco a dirti perchè il costo è passato da 5 milioni a 8 milioni perchè non ne ho contezza, mica sto al Comune.
            Però solo per lo smaltimento se nel 2004 Martina pagava 150.000 euro al mese poi in un colpo nel 2011 questa cifra è diventata di 300.000 euro e cioè 1.800.000 in più all’anno (solo ipotesi ma +o- realistiche).

  7. Condivido quanto affermato da Martina. Io attendo la relazione ed il parere dei revisori dei conti che sicuramente sin dal 14 giugno lo avranno reso visto che, se non sbaglio data, sin da allora era stata prevsita la discussione. Attendo anche di vedere se i revisori abbiano focalizzato la loro attenzione se per quanto pagato ci sia stato il necessario ed obbligatorio controllo da parte del responsabile del servizio ambiente anche in termini di quantità dei rifiuti prodotti e conferiti alla Cisa. Non è sufficiente rifarsi a quanto pagato perchè se si è pagato di più di quanto dovuto, non si può ripetere l’errore soprattutto in questo momento di grave crisi per le famiglie. E’ dal 2006 che si sta conducendo questa battaglia ed ancora dati supportati documentalmente non ne sono stati forniti. Anche l’attuale PEF è un’ipotesi, non una certezza. E questo non va bene! La diatriba del costo del capitale è la dimostrazione della mancanza di chiarezza e soprattutto di informazione anche perchè ritengo che non vi siano mezzi acquisiti in leasing considerato che quelli che effettuano il servzio sono abbastanza vetusti. Per quanto a mia conoscenza si può affermare che la Tradeco consegue l’utile di impresa nella misura di circa il 90% a Martina e questo fa molto pensare.

    • Non vorrei sbagliare. Ma se non ricordo male la Tradeco fattura al Comune il servizio di raccolta e trasporto sul territorio comunale, mentre la società che gestisce la discarica (la CISA)fattura direttamente al comune lo smaltimento dei rifiuti effettivamente conferiti.

          • La Cisa fattura direttamente al comune in virtù di una transazione a tre (comune-Cisa-TRADECO) di dicembre 2012 prima firmata da un assessore che non poteva firmare e poi da Mandina in persona con successivo riconoscimento da parte del consiglio del debito fuori bilancio pari a 2 milioni di euro:un tredici al totocalcio!

          • Esatto! ma quei 2 milioni di euro sa perchè si sono accumulati ?
            Proprio perchè nel 2005 i comuni che appartenevano al Bacino di Cisa non hanno voluto pagare alla Cisa l’aumento da € 41,00 la tonnellata a € 83,00 la tonnellata facendo ricorsi legali che poi nel 2009 sono stati amaramente persi sia al Tar che al Consiglio di Stato e quindi i Comuni si sono trovati nella situazione di dover pagare somme arretrate che si arrogavano il diritto di non pagare.
            Se avessimo avuto delle amministrazioni come si deve in questi anni, avrebbero dovuto accantonare comunque delle somme a livello cautelativo con il ragionevole dubbio che il TAR avrebbe potuto anche dar ragione alla Cisa (così come poi avvenuto).
            Ecco spiegata la transazione.

    • Nono Ignazio è tutto legale e anche più trasparente.
      Perchè, mentre prima la Cisa fatturava lo smaltimento a Tradeco e poi Tradeco ribaltava tale fatturazione al Comune, adesso la Cisa fattura direttamente al Comune, evitando un passaggio e aumentando la chiarezza del dato di smaltimento.

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