Era da tempo malato, me ne parlò personalmente qualche giorno dopo aver ricevuto un premio presso la Rotonda di Martina Franca, del quale andava fiero in quanto lui, come tanti altri della sua generazione, in quel dancing aveva trascorso dei ricordi indelebili della sua gioventù. Molti, in  queste ore stanno parlando della sua professionalità, delle sue capacità, della sua cultura, voglio ricordare solo di Teo, la sua grande umanità. Non voglio farlo su un social che tra qualche giorno cancellerà il ricordo dei tanti RIP ricevuti, ma lo voglio fare su un giornale che lo ricordi il più a lungo possibile. Avrei voluto farlo su Puglia Press del quale era amico, ma la sosta estiva non ce lo permetterà. Matteo era un uomo dalla grande umanità, una persona straordinaria. I nostri incontri erano molto cordiali ed ogni volta mi chiedeva di fargli avere le copie del Puglia Press che sembra conservasse. In una delle nostre ultime telefonate mi sembrò quasi rassegnato. Aveva deciso di curarsi a Roma, nella sua abitazione, a pochi passi dall’Ospedale dove faceva le terapie. Ci ripromettemmo un incontro a breve, magari in una occasione divertente come era stata quella alla Rotonda. Oggi, chi ha conosciuto Teo, non può che piangerlo e pregare. Martina ha perso una personalità straordinaria che le ha dato lustro e ci inorgogliva quando ogni qual volta ad uno mattina c’era una crisi internazionale lo invitavano ad UNO MATTINA ed immediatamente pubblicavamo. Questa città non può dimenticarlo. Nessuno potrà farlo, ma ci auguriamo che questa volta non siano soltanto parole. 

Antonio Rubino

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