Rispetto al Regolamento IMU e alla determinazione delle aliquote IMU approvate in Consiglio comunale è opportuno fare delle precisazioni alla città. Gli eventuali rimborsi dell’imposta IMU aldilà del refuso trascritto nel Regolamento (art. 12 anziché art. 11 comma 6) sono in ogni modo garantiti dalle norme finali non in contrasto con la normativa nazionale. L’aliquota base ridotta  relativa alle abitazioni principali è pari al 4 per mille e non ha subito nessun aumento rispetto a quella stabilita dal Governo con la legge  n. 214/2011. Per gli altri immobili, rispetto all’aliquota stabilita del 7,6 per mille, il Consiglio comunale ha deliberato un incremento dell’1,5 per mille, portandola complessivamente al 9,1 per mille; ad ogni modo al di sotto delle aliquote massime (10,60 per mille) stabilite da altri Comuni del circondario quali Fasano, Taranto, Massafra etc. Occorre in questa sede ribadire che l’incremento delle aliquote sugli altri immobili è stato determinato principalmente dagli ulteriori tagli dal Fondo di riequilibrio stabilito dal Ministero che ha sottratto alle casse comunali circa 2,5 milioni di euro. Ritengo, pertanto, che l’Amministrazione ha operato con senso di responsabilità avendo garantito i servizi essenziali ai cittadini, come quelli a domanda individuale le cui tariffe sono rimaste invariate, e contemporaneamente di  aver tutelato i servizi socio-assistenziali.

 

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2 Commenti

  1. E’ forse meglio paragonare Martina a Ostuni vuoi per vocazione turistica che per patrimonio immobiliare privato. Ad Ostuni le aliquote non sono state aumentate. E’ forte la dichiarazione del Sindaco:

    “Non penso di sbagliare” ha detto il Sindaco “ma noi faremo parte sicuramen-te di un 10% di comuni italiani che ha tenuto l’aliquota Imu allo standard, al minimo: 0,40 per e 0,70 tant’è che molti comuni si accingono, con tutte le scuse di questo mondo, ad utilizzare aliquote che addirittura vanno verso il massimo e cioè 1,06 che significa 3 punti in più.

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