Ufficialmente la quiescenza (perché la pensione, in burocratese, si chiama così) arriverà il primo maggio. Il giorno della festa dei lavoratori sarà per lui il giorno della festa della pensione.

Ma in realtà l’ultimo giorno di lavoro è stato oggi. Finito alle 3 e mezza del pomeriggio. E quella giacca gialla fosforescente va definitivamente nell’armadio. Qualche settimana di vazanza e poi la quiescenza. Lo raccontiamo per simboleggiare, attraverso una persona notissima in città per la sua modestia e il suo senso fraterno verso tutti, la pensione di ognuno, il nuovo periodo di vita che si affaccia dopo una vita lavorativa. Va anche onestamente detto che rappresenta uno degli ultimi esemplari di pensionato classico, visto ciò che si prospetta fra esodati, fra disoccupati e inoccupati e via discorrendo.

Tonuno Fumarola, ancor prima che esponente politico, consigliere comunale e provinciale, di maggioranza e di opposizione, assessore, vicesindaco, è postino. Con tutto lo straordinario e per molti aspetti inarrivabile carico di umanità che ci ha messo, per oltre quarant’anni, a portare lettere, giorno dopo giorno, ad ascoltare le persone, a parlare loro, a diventarne conoscente, confidente e amico, nel centro del centro storico e nell’ultimo lembo di confine comunale o provinciale perfino. Ha nobilitato il nobilissimo lavoro che i portalettere fanno, ogni giorno, insostituibili. Non c’è email, piccione viaggiatore, segnale di fumo, sms, che tenga.

Oggi l’ultima lettera consegnata, dopo, chissà, centinaia di migliaia o milioni. Ora la pensione. Goditela Tonino.

(foto: fonte martinanews.it)

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