Vai su “Vox populi”, si parla di voi per la cosa delle locandine. E va be’, ci vado. Non esattamente entusiasta di facebook, ma in quel contesto di dibattito cittadino una guardata è più che giusto darla.

In queste ore va prendendo corpo nel social network locale “Vox populi” un dibattito su come questa testata gestisce la vicenda delle locandine abusive. Fra l’altro, dibattito aperto con una domanda fatta da una persona che scrive articoli in un altro notiziario online (“aspetto di leggere l’articolo su Martina sera” e puntini di sospensione. L’articolo c’era ma la persona in questione se n’è guardata bene dal dirlo). Ma questo non cambia la sostanza. La sostanza è che per noi, le locandine e i manifesti su alberi, pali, muri, segnaletica, sono abusivi. Anche se sono affissi per manifestazioni in relazione a organizzazioni vicine a questa testata. L’indipendenza di martinasera.it viene prima di ogni altra cosa, in merito all’informazione, e fin quando se ne occuperà il sottoscritto, sarà così. E l’editore lo sa e lo rispetta.

Lo scorso anno, come potrà ricordare l’editore dell’epoca (c’era una vicinanza di quella testata online con la Ghironda) non ci fu alcuna esitazione nel sottolineare che alcune cose della Ghironda non andavano bene. Se ci sono abusi, le regole valgono per tutti. Le si rispettino e le si facciano rispettare. Lo abbiamo scritto anche stamattina, in una precedente notizia, a proposito della Girandola.

In quanto al rapporto fra la nostra testata e le altre, osserviamo che c’è attenzione nei nostri confronti e il fatto di essere un riferimento al quale guardano anche quelli che scrivono articoli altrove, fa piacere. Fa meno piacere se nei nostri confronti si ipotizza, com’è stato fatto sempre da quella persona che scrive articoli in un altro notiziario online, che noi si tuteli la legalità più o meno secondo le vicinanze che abbiamo. Ecco, questa è una maniera infondata, ma soprattutto scorretta, di porre le questioni.

Torniamo infine alle locandine. A proposito di far rispettare le regole riguardo a manifesti e locandine abusive: stamattina, viale della Libertà. Manufacta, edizione finita due settimane fa. Manifestino abusivo sul muro: con timbro, ma abusivo. E scaduto, pure. Manifestazione sull’alimentazione, prevista per oggi. Abusivo. La città è piena di esempi del genere. Ma un’azione di prevenzione e contrasto da parte di chi deve, praticamente non esiste, nonostante la si chieda da anni e anni.

Agostino Quero

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4 Commenti

  1. Ritengo non sia rispettoso delle regole deontologiche criticare l’operato dei colleghi. Come in diverse precedenti occasioni, devo esprimermi favorevolmente sull’operato di questa testata, in primis del direttore, che svolge un servizio pubblico con il massimo dell’obiettività. Non si deve definire coraggio quello che rientra nella normalità delle azioni di ogni individuo. Il coraggio si esprime in situazioni anomale, straordinarie, quando si tratta con strutture mafiose, ma non ritengo allo stato trovarsi in tale situazione. Se poi qualcuno intravede tale situazione, uscisse allo scoperto e la denunciasse. Altrimenti si tratta solo di aria fritta, o meglio, di mancanza di argomentazioni. Ritengo che il direttore di questa testata abbia impostato correttamente la stessa come strumento di informazione dei cittadini finalizzato alla soluzione dei problemi degli stessi, non penso sia per protagonismo. E ciò è dimostrato dalla sua obiettività indiscussa ed indiscutibile.

  2. Direttore io la ho apprezzata per il coraggio nel dare la notizia, però deve essere più preciso.
    Quando scrive: “Fra l’altro, dibattito aperto con una domanda fatta da una persona che scrive articoli in un altro notiziario online (“aspetto di leggere l’articolo su Martina sera” e puntini di sospensione. L’articolo c’era ma la persona in questione se n’è guardata bene dal dirlo”), non dice la verità perché al momento in cui è stato scritto il commento il suo articolo ancora non c’era.
    Poi, è vero che ci sono sempre stati manifesti abusivi ma un bombardamente di queste proporzioni non si era mai visto.
    Qualcuno passerà a toglierli i manifesti quando la manifestazione sarà finita?
    Speriamo almeno quello.

    • Grazie per il suo intervento. Dunque: io non so quando sia stato messo quel riferimento nel social network, so quando è stato messo quell’articolo. Davvero presto: sono andato a prendere il caffè alle 7 e mezza del mattino con un amico che può confermare, ho visto quei manifesti, la cosa non andava bene e l’ho scritto. So inoltre che, anche se ci fosse stato prima l’intervento sul social network, non ho notato nessuna marcia indietro da parte di chi sollecitava un articolo, quando sono andato a verificare cosa fosse stato pubblicato sul social network. Non so se adesso sia cambiato qualcosa. Resta il fatto, per me, che si è compiuta una scorrettezza nei confronti di questa testata (che è fatta da me e dai miei collaboratori: devo anche a loro, il difenderla). Testata che, ribadisco ancora, sul piano dell’indipendenza non credo abbia difettato. Non per rispondere a chi ci ha provato, ma perché l’indipendenza è l’essenza del nostro modo di fare il notiziario. Ed è per questo che anche il passare per gente coraggiosa, deve lasciare spazio al criterio della normalità: una cosa va bene, si dice. Una cosa va male, si dice. Con la massima normalità: non è stato fatto nulla di speciale e sarebbe grave, molto grave, essere coraggiosi per avere parlato di manifesti messi male. In quanto al bombardamento di queste proporzioni, possiamo citare corso Italia e i pali della luce tutti pieni di anno martiniano o di altre manifestazioni, quando se ne è trattato negli anni precedenti. Concordo con lei con la necessità della rimozione. Anzi è un’intera giornata che parlo di manifesti e locandine, a mio giudizio, abusivi. (agostino quero)

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