Lascia esterrefatti il comunicato della Confcommercio di Taranto intitolato: “Ospitalità extra alberghiera Martina Franca deve puntare sul turismo di qualità. Il centro storico di Martina Franca rischia di perdere la sua identità di città d’arte e cultura e di seguire le stesse sorti di altri centri storici pugliesi, dove nel fine settimana si consumano birra ed   alcoolici e, tra urla e schiamazzi,   ci si attarda per strada sino a tarda ora, tra le proteste dei residenti e la delusione dei turisti, soprattutto stranieri. Occorre potenziare la presenza dei vigili urbani nelle ore notturne e porre dei limiti su gli orari”. Il grido d’allarme è dei presidente provinciale Mino MIOLA e il suo vice Magda ALBANESE (referente dell’area di Crispiano, Martina Franca). Un comunicato che ne segue un altro di diverso tenore nel quale si evince una certa preoccupazione riguardo il turismo: “Una situazione che deve essere oggetto di attenta riflessione da parte delle istituzioni locali e che non può indurre a facili ottimismi, o peggio ancora ad analisi affrettate elaborate sull’onda di deboli sensazioni positive, captate al volo dall’assessore al turismo di turno in un contesto come quello della BIT”. I due rappresentanti della Confcommercio non devono essere mai usciti dalla loro abitazione, altrimenti si sarebbero accorti che l’intero territorio Jonico praticamente è un mortorio e non solo in inverno. La ricettività alberghiera di Martina Franca è così in crisi che per accaparrarsi qualche cliente è costretta a svendere camere d’albergo e B&B. Basta andare su qualche sito specializzato. Ora, voler eliminare la cosiddetta Movida del sabato sera (gli altri giorni fanno concorrenza al Cimitero di Via Ceglie) significa penalizzare anche le attività commerciali del Centro Storico. Il presidente Miola e la sua vice dovrebbero allungarsi di qualche chilometro e non solo il sabato sera. Dovrebbero farsi una passeggiata a Locorotondo, a Monopoli ed addentrarsi nel barese oppure avvicinarsi a Francavilla Fontana per comprendere cosa significa Movida e quali sono gli effetti positivi che coinvolgono attività commerciali, somministratori e le attività ricettive. Ma oggi improvvisamente si diventa tutti quanti grandi esperti di turismo, tanto che per questa associazione  gli assessori al turismo di turno sono definiti praticamente incapaci in quanto: “analizzano sull’onda di deboli sensazioni positive, captate al volo”.

La Confcommercio di Taranto dovrebbe analizzare meglio il proprio operato ed il proprio territorio in quanto, a parte Castellaneta, la provincia di Taranto (dove opera la Confcommercio presieduta da Miola e dal suo vice) è agli ultimi posti in Puglia secondo l’Osservatorio Turistico Regionale e solo Martina Franca, in quanto si trova nella Valle d’Itria è al terzo posto dopo Salento e Gargano.

Se non arriva gente in una città, non c’è movida né ci sono avventori sia per le attività commerciali, né per quelle ricettive, perchè la Confcommercio le rappresenta entrambe vero?

Pensassero a ridurre il gap del territorio jonico dal resto della Puglia e lasciasse perdere Martina Franca e la sua ‘inesistente’ movida

Antonio Rubino

 

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