‘Vendesi intero sistema di imprese edili di Taranto’ per ‘fine attività’. E’ la frase che campeggia in una provocatoria pagina pubblicitaria acquistata sui quotidiani locali e con la quale la sezione Costruttori edili di Confindustria Taranto denuncia la crisi del settore. Nella pagina non mancano le offerte condite da amara ironia. Si offrono ‘sconti al massimo ribasso, comodi pagamenti in ritardo, zero interesse dalle banche’. E poi ‘Astenersi perditempo politici’ a chiudere la pagina. (ANSA)

(foto: fonte ansa.it)

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4 Commenti

  1. Le imprese edili almeno a Martina non possono chiamarsi imprese. L’imprenditore è colui che rischia il proprio capitale. Qui a Martina gli imprenditori edili non rischiano nulla. Costruiscono con i soldi degli acquirenti. Ditemi che non è vero!

    • Grazie per il suo intervento. A questo punto c’è da verificare cosa ne pensino i costruttori. Io, sinceramente, ne conosco alcuni che stanno rischiando di brutto, avendo già costruito, qualora non dovessero riuscire a vendere le case. (agostino quero)

  2. Il commento della signora Roberta, liquida un pò semplicisticamente quello che oggi rappresenta un grave problema sociale locale e nazionale.
    è vero, negli anni novanta si vendeva sulla “carta”, in quanto il sistema economico era tale da consentire una alta richiesta di immobili; ma quel tempo è oramai solo un ricordo, perchè gia da un decennio le cose sono cambiate e, comunque, anche a quei tempi non è vero che gli imprenditori edili non facessero fronte a proprie risorse personali per l’edificazione.
    oggi, molti costruttori della povincia jonica, si ritrovano con un carico di invenduto, che rappresenta una situazione preoccupante.
    ma quello che gli imprendotori edili hanno voluto evidenziare è un problema che va oltre quello dell’invenduto, che è quello della inesistenza totale della richiesta di nuovi immobili sul mercato, ma non perchè non ce ne sia l’esigenza, ma perchè la situazione economica italiana e locale, ha fatto crollare la richiesta, complice anche le banche, che non erogano piu mutui per l’acqisto della casa.
    pertanto le imprese sono costrette a chiudere, a licenziare i propri dipendenti.
    poi c’è chi, come il sottoscritto, opera nel campo dell’edificazione pubblica; è qui il problema è ancora piu ampio, perchè sempre e, dico sempre, ci vediamo costretti a finanziare l’opera pubblica con le risorse aziendali, in quanto l’ente pubblico, è incredibilmente lento nell’erogazione degli stati di avanzamento lavori, oltre al fatto che nella fattispecie, non esiste l’acconto di inizio lavoro. anche in questo caso, le banche oramai non erogano piu anticipazioni economiche, poichè loro stesse non si fidano piu del sistema economico italiano.
    tutto questo si traduce in una drastica diminuzione del flusso monetario e finanziario, con conseguente incremento della chiusura delle imprese e licenziamento dei dipendenti che, come dagli ultimi dati emessi dall’ufficio del lavoro di taranto, indica la disoccupazione oramai al 48%.
    ma se il governo non accenna a diminuire il carico fiscale sulle aziende e l’incidenza del costo degli operai, il dato di cui sopra tenderà ad aumentare vertiginosamente nei prossimi mesi.
    pertanto la questione evidenziata dagli imprenditori edili della provincia di taranto, va oltre le questioni individuali, denunciando quello che rappresenta davvero un grave problema economico sociale per il nostro territorio, che affiancato a quello Ilva, Vestas, del comparto delle Confesioni ecc.., dà una chiara visione di quello che dobbiamo aspettarci se il governo centrale non pone urgenti misure per arginare questo stillicidio economico sociale.
    grazie. Francesco Montanaro

  3. dissento in parte da quello che e’ stato detto,nel senso che la crisi non ha toccato del tutto i costruttori,chi si e’ arricchiti negli anni passati non risente della crisi,al massimo ha dell’invenduto e cio’ nonostante non abbassa i prezzi,perche’ speculare e’ meglio che facilitare l’acquisto alla gente che ne ha bisogno e dispone di pochi soldi.comunque la pensiate,a martina i prezzi non sono scesi,provate a dimostrare il contrario a me che sto cercando un’abitazione per abitarci a prezzo sostenibile e conveniente.

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