L’associazione Sud Est Donne ha dimostrato la propria capacità di attirare l’attenzione del mondo femminile: la presenza più che massiccia di donne a Palazzo Ducale per la presentazione del centro antiviolenza è la prova.

L’organizzazione del centro pertiene all’ambito territoriale Martina-Crispiano, così come stabilito dal piano di zona: la “rete antiviolenza – rompiamo il silenzio” è il nome ufficiale del centro, che è già operativo. L’atmosfera non era quella compiaciuta di chi ha saputo creare una occasione di incontro e di affermazione di un progetto; anzi, sembrava piuttosto quella un po’ preoccupata di chi sa di avere molto lavoro davanti a sé. La dottorezza Zampano, della Regione Puglia, nel suo intervento ha ricordato come spesso nei vari uffici di via Capurso, lì al consiglio regionale non sia chiare cosa venga fatto e come, l’impatto di queste misure sul territorio e sulla popolazione; ma sono impegni che lei – così come altre sue colleghe e collaboratrici, associazioni e volontarie – sanno a cosa possono dar vita.

2013-11-07 18.11.19L’assessore Infante, così come Angela Lacitignola, coordinatrice del centro antiviolenza, e l’assistente legale del centro stesso, Filomena Zaccaria, hanno parlato per esperienza diretta di casi particolari, dell’assenza di preparazione delle forze di polizia – in alcuni casi anche di donne poliziotto – nel ricevere e saper valutare le denunce di violenze da parte di donne. Si va da casi in cui si sminuisce l’importanza degli eventi ad altri in cui si finge di non sapere della presenza di episodi di violenza domestica: per questo motivo il neonato centro antiviolenza ha il nome di Rompiamo il Silenzio, aderendo ipso facto alla campagna “Troppo amore: sbagliato” promossa dalla Regione Puglia contro la violenza di genere e il femminicidio.

Daniele Milazzo

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