Il Consiglio Comunale, nella seduta della 29 ottobre scorso, ha votato all’unanimità una delibera con la quale assume un atto di indirizzo che ritiene prioritaria nell’azione amministrativa del Comune “la tutela e la valorizzazione dei beni culturali”. La delibera prende corpo dalla relazione presentata dalla VI Commissione consiliare su iniziativa del Presidente Aldo Leggieri. Una relazione che parte dalla considerazione che il settore di beni culturali assuma grande rilevanza per l’Italia e per il nostro territorio, visto il notevole impulso che può dare a un comparto trainante dell’economia nazionale quale il turismo. Ma fa anche autocritica, riconoscendo come negli ultimi anni il sistema dei beni culturali abbia risentito fortemente dei tagli di spesa pubblica a vantaggio di altri settori dell’economia di maggior impatto elettorale. In sostanza, con questo atto di indirizzo il Sindaco, la Giunta e i Dirigenti, ciascuno per quanto di propria competenza, sono tenuti a porre in essere tutti i provvedimenti e gli atti amministrativi necessari ed utili per realizzare gli obiettivi fondamentali di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale comunale, utilizzando sia capitali pubblici che capitali privati, in tutte le forme e con tutte le modalità previste all’ordinamento giuridico (accordi di programma, protocolli d’intesa, convenzioni, sponsorizzazioni, partenariati, con enti). Uno dei metodi elencati è quello del cosiddetto mecenatismo culturale, che si avvale di un sistema fiscale ad hoc, costruito per incentivare i soggetti privati ad effettuare interventi di valorizzazione sui beni culturali. Anche se, si riconosce, tale sistema non ha avuto grande successo. Un’altra forma di attrazione di fondi privati è quello della sponsorizzazione culturale, attraverso la quale il privato, a fronte di un corrispettivo da pagare, acquisisce il diritto di utilizzare l‘immagine o il nome di un certo bene culturale, associandolo ad un prodotto o a una determinata operazione imprenditoriale. Proprio per incentivare questa forma di supporto del privato al pubblico l’anno scorso, con il D. L. n. 5/2012, convertito in legge n. 35/2012, è stata introdotta una disciplina speciale dei contratti sponsorizzazione di lavori, servizi e forniture aventi ad oggetto beni culturali: la ricerca dello sponsor avviene attraverso bando pubblico. Altra visione è il cosiddetto partenariato pubblico-privato (PPP), con riferimento all‘art. 6, comma 3 del Codice dei beni culturali che afferma che “la Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del patrimonio culturale”. In fin dei conti, detta in soldoni, l’amministrazione comunale punta sulla cultura ma chiede a gran voce l’aiuto dei privati. A questo punto, sarebbe opportuno anche un atto di indirizzo mentale. Ritornare a pensare che pubblico e privato sono soltanto due forme giuridiche, ci venga passato il termine, di vedere il mondo. Che, in realtà, appartiene ad ognuno singolarmente, ed ognuno ne deve essere responsabile, ciascuno secondo le proprie capacità e possibilità.

Matteo Gentile

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