Timore di pioggia e curiosità sono stati gli elementi che hanno fatto da cornice alla manifestazione di Martina Tre, Slow Food e Wwf Martina Franca in piazza Maria Immacolata. Il centro della manifestazione, però, è la giornata mondiale dell’ambiente e il tema del 2013 indetto dalle agenzie internazionali: ovvero la tutela dell’ambiente tramite la limitazione degli sprechi alimentari. Per quanto possano essere visti come innocenti, i cibi fuori stagione o che vengono da molto lontano hanno una impronta sull’ambiente enorme: implicano infatti che quei cibi abbiano viaggiato, magari in celle o container frigoriferi che producono gas serra, per centinaia e centinaia di chilometri, con consumo di migliaia di litri di carburante ed emissioni di CO2.
20130605_190537-1Il presidente di Martina Tre, Ludovico De Siati, ha ricordato come la tutela dell’ambiente non sia solo ambientalismo, ma comportamenti corretti di tutela: tra questi, evitare gli sprechi e comprendere cosa accade al nostro pianeta sensibilizzando i cittadini a tutti i livelli. Il consumo di risorse naturali non consente uno sviluppo infinito, per cui è necessario limitare gli sprechi.
“Io parto da quello che diceva mia madre” ha detto nel suo intervento Flora Saponaro “buttare il pane è un peccato”. Questo per indicare il rispetto estremo per il cibo e la sacralità non solo del pane ma anche di tutto il lavoro che quel pane simboleggia: ore e ore per impastare la farina e cuocerla, ore e ore per molire il grano e ottenere la farina, giorni per trebbiare e scevrare il grano dal loglio, mesi per coltivare il grano. Tutti questi sforzi hanno oggi un impatto ambientale così forte che non ce ne rendiamo conto. “A livello domestico noi rappresentiamo il 42% di tutti gli sprechi alimentari. Significa tantissimo: indica tutto quel cibo acquistato in più che poi viene gettato via perché è in eccesso o è andato a male”. Per Flora Saponaro gli sprechi iniziano dal carrello della spesa: l’acquisto intelligente serve a prevenire per quanto possibile gli sprechi.

Daniele Milazzo

Commenta su Facebook

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here